Cronaca

Operazione X6, otto arresti per spaccio e riciclaggio di auto

L'operazione dei carabinieri ha coinvolto Latina, Terracina, San Felice e si è estesa anche a Ciampino. L'indagine, partita nel 2010, ha consentito anche di sequestrare 40 chili di hashish

Sono sette le ordinanze di custodia cautelare notificate questa mattina dai carabinieri ad altrettante persone accusate, a vario titolo, di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e riciclaggio di auto di grossa cilindrata tra l’Italia, Spagna e Africa.

L’attività investigativa, denominata X6, ha evidenziato soprattutto le modalità del traffico di autovetture di notevole valore, affiancata a quello di stupefacenti. In manette sono finite sette persone, mentre una risulta ancora irreperibile. Si tratta di L.C., 35 anni e L.P., 49 anni, entrambi di Latina, R.M., 47 anni di Ciampino, A.B., 33 anni di San Felice Circeo, L.A., 28 anni, H.M., classe ’84, marocchini residenti a Latina. 

Le ordinanze, firmate dal giudice per le indagini preliminari Mara Mattioli, sono state richieste dal sostituto procuratore Raffaella Falcione, titolare dell’indagine partita nel 2010 con un ingente sequestro di droga. Era il 26 aprile del 2010 quando in via Rubicone un disabile contattò le forze dell’ordine per un’auto che ostruiva il passaggio della sua abitazione. In quella macchina, una X6 clonata, vi erano contenuti otto chili e mezzo di hashish. Per tentare di recuperare la droga, il proprietario si recò al deposito dove fu trasportata, ma non riuscì nel suo intento. Una mossa che gli costò la successiva individuazione e l’arresto. Si tratta di S.S., classe ’67 di Ardea.

Da qui partono gli accertamenti degli uomini della compagnia di Latina e del nucleo operativo e radiomobile, coordinati dai capitani Simone Puglisi e Camillo Meo. Da quel momento si iniziò ad indagare sul connubio tra spaccio e traffico di auto clonate, due binari per nulla separati: il primo, infatti, serviva per finanziare l’altro filone illecito.

Il secondo step di quell’indagine si concluse ad agosto di quell’anno con il sequestro di 28 chilogrammi di hashish, rinvenuti nella cuccia di un cane, in una villetta di Fossavova. In quel caso finì in manette un’intera famiglia, quella del 28enne marocchino arrestato questa mattina. Qualche tempo prima un’altra manovra, legata sempre a un problema di parcheggio, aveva permesso il rinvenimento di altro stupefacente. A Milano, infatti, lo straniero aveva lasciato l’auto in divieto di sosta: all’interno della stessa la municipale trovò otto chili.

Da quel momento in poi, gli inquirenti iniziarono ad aggiungere nuovi tasselli a un quadro che appariva confuso. Grazie alla collaborazione della polizia spagnola, riuscirono ad accertare gli spostamenti che gli stessi facevano sia via mare, sulla tratta Civitavecchia, Barcellona, Tangeri, Mauritania, che via terra, passando per la Francia.

Il gruppo in Italia creava auto clonate, partendo da foto trovate su internet, che rivendeva poi all’estero. Trentasei sono le persone denunciate, tra questi insospettabili proprietari di autovetture, per aver simulato furti, potendo quindi contare sul premio assicurativo. Ad essere clonate tutte auto di grossa cilindrata, Bmw, Porche Cayenne, Range Rover, Audi, per un giro di un milione di euro, circa. Tante le contravvenzioni che i proprietari delle vere macchine, (le targhe venivano fedelmente riprodotte), si vedevano spedire a casa da diverse parti del mondo. 

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