Cronaca

Rifiuti, De Marchis: “Tra infondati accertamenti e fax inesistenti”

Il consigliere del Pd racconta la storia di un pensionato che si è visto arrivare a casa un “avviso di accertamento” da parte del Comune chiedeva di verificare che le bollette Tia del 2010 fossero state effettivamente pagate

Caos nella gestione del servizio dei rifiuti da parte dell’amministrazione comunale: la denuncia arriva dal consigliere comunale del Pd, Giorgio De Marchis.

“Nelle case dei cittadini di Latina stanno arrivando in questi giorni migliaia di ‘avvisi di accertamento’ tramite cui il Comune chiede di verificare che le bollette sulla tassa dei rifiuti del 2010 siano state effettivamente pagate” spiega De Marchis che ha verificato di persona mette in luce “l’infondatezza di questi accertamenti" parlando con un cittadino in particolare, pensionato, e "constatando che la bolletta a suo carico, diversamente da quanto sosteneva l’Ufficio Tributi del Comune, era stata regolarmente pagata entro la scadenza prevista. Dunque la diffida era infondata”.

“Tutto questo ha messo a disagio il malcapitato – racconta il consigliere – che ha impiegato un bel po’ di tempo per cercare la bolletta del 2010 che dimostrasse l’avvenuto pagamento. A quel punto non restava che segnalarlo all’ufficio Tia che si era premurato di scrivere agli utenti invitando quelli in regola ad inviare copia della bolletta pagata via fax o all’e-mail servizio.tia@pec.comune.latina.it”.

Il pensionato del caso ha scelto di inviare un fax, ma qui ha avuto una seconda sorpresa dopo quella della diffida infondata. “La tabaccaia alla quale si è rivolto per il fax – racconta ancora De Marchis - gli ha comunicato che il numero comunicato dall’ufficio comunale non era un fax e non riceveva risposta. Eppure era scritto in bolletta. Ovviamente il nostro amico, come gran parte dei latinensi, non ha una casella di posta certificata, non saprebbe cosa farsene, e allora ha pensato bene di mettersi in fila per dimostrare che aveva pagato. Altro inutile disagio”.

A quel punto il consigliere De Marchis ha provato a collegarsi con il fax dell’ufficio Tia segnalato negli avvisi di accertamento verificando, spiega ancora, che il fax non è collegato. Mi chiedo come sia possibile commettere errori del genere nell’epoca della trasparenza e dell’innovazione tecnologica. Non è corretto inviare avvisi di accertamento infondati e commettere errori gravi come la segnalazione di un fax inesistente.

Il Comune di Latina, che ha speso migliaia di euro per l’acquisto di programmi per la bollettazione della tassa rifiuti, non può permetterseli soprattutto perché generano confusione, ansia e rabbia nelle persone, sentimenti che non fanno che aumentare la diffidenza verso le istituzioni” conclude il consigliere.

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