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Rifiuti, l’appello del sindaco di Formia: “Rivedere il Piano Regionale”

Lettera di Bartolomeo al presidente della Provincia per la convocazione di un vertice. La decisione dopo la nota con cui la Regione ha annunciato ai Comuni l'obbligo di conferire i rifiuti all'interno degli Ambiti territoriali

Un vertice per rivedere tutto il Piano Regionale dei rifiuti: questo la richiesta del sindaco di Formia Sandro Bartolomeo che ha scritto al presidente della Provincia Eleonora Della Penna  per chiederle la convocazione di un vertice con i Comuni del territorio.

Al centro proprio il Piano Regionale dei Rifiuti e la composizione degli Ambiti Territoriali. La decisione segue la nota con cui la Regione ha annunciato ai Comuni l’obbligo di conferire i rifiuti all’interno degli Ambiti territoriali di competenza definiti dal Piano Regionale.

“Questa decisione – spiega l’assessore alla Sostenibilità Urbana Claudio Marciano – avrebbe un impatto estremamente negativo per Formia perché saremmo costretti a far circolare ogni mese non meno di 600 tonnellate di rifiuti sulle strade del territorio provinciale, dato che l’impianto unico autorizzato sarebbe quello di Aprilia che dista 100 chilometri dalla nostra città. Fino ad oggi, il Comune di Formia ha conferito i rifiuti differenziati nell’impianto di prossimità territoriale, ossia quello di Castelforte, inserito nell’Ato di Frosinone nonostante, amministrativamente, faccia parte della provincia di Latina. Al netto del danno ambientale, ecologico e organizzativo, pure ingente, lo spostamento ad Aprilia produrrebbe un aumento dei costi del 30%. Ovvero, non meno di 250 mila euro. Il ché significherebbe vanificare i due terzi dei vantaggi economici acquisiti nell’ultimo anno grazie alla differenziata. E a pagare, naturalmente, sarebbero i cittadini”.

“La differenziata porta a porta – scrive il sindaco nella lettera indirizzata alla Presidente Della Penna – che a Formia si attesta attorno al 60%, garantisce un tale livello di purezza del rifiuto da consentire al nostro Comune di conferire in impianti come quello di Castelforte. Scriveremo alla Regione per comunicare che, date tali condizioni, è nostra intenzione continuare a conferire nell’impianto territorialmente più vicino. Ciò al fine di non incorrere in un sicuro danno economico e ambientale. Ricordiamo che la normativa europea impone di conferire i rifiuti seguendo precisi criteri, tra cui quello della prossimità territoriale”.

Bartolomeo non usa giri di parole: “Bisogna cambiare il piano regionale dei rifiuti”, strumento che ritiene “condizionato da un imprimatur politico notoriamente a favore dei termovalorizzatori e responsabile di scelte discutibili, come quella che ha portato alla definizione degli ambiti territoriali, con l’assurdo di Gaeta e Minturno inseriti nell’ato di Frosinone e Formia, unica tra i Comuni del Golfo, collocata in quello di Latina”.

Alla presidente della Provincia di Latina il sindaco chiede “un vertice che riunisca attorno allo stesso tavolo i Comuni della Provincia al fine di chiedere una rivisitazione degli ambiti e di tutto il Piano Regionale dei Rifiuti. Vogliamo aprire un dialogo con la Regione – spiega - per dotare il sud pontino della necessaria impiantistica industriale finalizzata al riciclo dei rifiuti differenziati, con particolare riferimento alla frazione umida. E’ proprio la carenza di impianti per il trattamento dei rifiuti a limitare i vantaggi economici della differenziata”.

In quella sede, Bartolomeo vorrebbe anche ridiscutere i criteri con cui la Provincia distribuisce i fondi regionali per la raccolta differenziata. “Succede da anni – spiega - che i Comuni virtuosi vengano penalizzati a beneficio di chi ha già ricevuto finanziamenti senza metterli a frutto. Una strada va trovata. Il merito va premiato, non costantemente mortificato”. Il vertice sarà anche un’occasione per avanzare proposte. “I fondi – scrive il primo cittadino - se gestiti in modo comprensoriale, potrebbero essere usati per finanziare gli investimenti necessari a dotare finalmente il territorio degli impianti per il trattamento del rifiuto differenziato. Solo così daremmo compimento all’intero ciclo, incentivando tutte le realtà della provincia ad uniformarsi a criteri di sostenibilità ambientale, economicità ed efficacia del servizio”.

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