Cronaca Gaeta

Rottami ferrosi al porto di Gaeta, rimosse 9 tonnellate di rifiuti pericolosi

Il materiale era stato sequestrato dalla guardia costiera un anno fa; smaltiti nei centri autorizzati della provincia i rifiuti speciali e pericolosi sono stati imbarcati e lasceranno il porto di Gaeta

Erano stati scoperti e sequestrati dalla guardia di finanza di Gaeta circa un anno fa ipotizzando una illecita gestione e traffico di rifiuti, oltre ad ulteriori ipotesi di reato in materia ambientale e da questa mattina sono iniziate le operazioni di imbarco sulla Motonave Michelle 1.

Si tratta di 9 tonnellate di rifiuti speciali pericolosi rinvenute all'interno del grande ammasso ferroso sulle quali hanno vigilato giornalmente i militari della Guardia Costiera, con il supporto tecnico del personale di Arpa Lazio, intervenuto anche per la classificazione dei rifiuti, necessaria per il loro successivo, corretto, smaltimento.

Il dissequestro del materiale ferroso, concesso nel tardo pomeriggio di ieri dal Giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Cassino, è avvenuto al termine delle attività di “riprocessamento” (processo tecnico di selezione dei rottami di ferro e loro separazione dai prodotti non conformi, da considerarsi rifiuti).

Tra i rifiuti speciali pericolosi sono stati rinvenuti, tra l’altro, filtri d’olio di autovetture non trattati, contenitori metallici sotto pressione, parti di circuiti elettrici ed elettronici, pneumatici d'auto fuori uso e parti di autoveicoli.

“Sotto la vigilanza dei militari della Guardia Costiera di Gaeta, tali rifiuti sono stati avviati a regolare smaltimento presso centri autorizzati della provincia di Latina - si legge in una nota della guardia costiera - . Solo il sequestro operato in porto un anno fa ha impedito che tali rifiuti, raggiungessero illecitamente porti esteri a bordo di navi mercantili”.
Da questa mattina i rottami ferrosi, “decontaminati” questa volta dai rifiuti speciali, sono pronti a  lasciare il porto di Gaeta per raggiungere via mare un porto estero e tornare a vivere in un nuovo ciclo di produzione.

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“Avendo sottoposto al vaglio l’intero processo di smaltimento dei rifiuti, la Guardia Costiera di Gaeta, in questa complessa attività d’indagine a tutela dell’ambiente, iniziata un anno fa, ha denunciato alla Procura della Repubblica di Cassino diverse persone e società per i numerosi reati ambientali accertati, tra i quali la gestione e il traffico illecito di rifiuti, le false indicazioni fornite sulla natura, composizione e caratteristiche dei rifiuti, il danneggiamento  ambientale nonché l’alterazione di luoghi soggetti a particolare tutela ambientale, come è il Golfo di Gaeta”.
Durante le indagini sono stati riscontrati anche gravi illeciti amministrativi connessi con i reati ambientali accertati.

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