Lunedì, 18 Ottobre 2021
Cronaca

Rifiuti tossici, rivelazione di Schiavone: preoccupazione anche a Latina

L'assessore provinciale Stefanelli annuncia un'attività per individuare le zone sensibili per operazioni di riscontro e nel caso di bonifica, la Regione Lazio chiede un piano con Governo, Campania e Molise

Quanto emerso dalle parti secretate del verbale dell’audizione di Carmine Schiavone alla Commissione Parlamentare d’inchiesta sul riciclo dei rifiuti del 1997 fa emergere un quadro di estrema gravità e grande preoccupazione anche nella provincia di Latina.

Proprio il territorio pontino è stato chiamato in causa – come è anche accaduto nell’intervista rilasciata qualche tempo fa a SkyTg24 – dall’ex boss dei Casalesi come zona destinata all’interramento dei rifiuti tossici. E si parla del capoluogo pontino, come dell'area di San Michele, ma anche del sud pontino – ricordiamo che Schiavone nel verbale fa riferimento ai territori di Gaeta e Scauri -.

"Sono profondamente turbato da quanto emerso dalle parti secretate dell'audizione di Carmine Schiavone rilasciate nel lontano 1997 – ha commentato l’assessore provinciale all’Ambiente, Gerardo Stefanelli -. Spero che in questi anni tali fatti siano stati riscontrati in maniera approfondita dagli organi inquirenti e dalle forze dell'ordine, altrimenti sarebbe ancor più grave di quanto già non sia aver tenuto per venti lunghi anni le amministrazioni locali all'oscuro di tutto.

Certo è che i riferimenti alla provincia di Latina e al sud pontino sono generici ma ciò nonostante implicano la necessità da parte delle amministrazioni locali di una risposta forte e convinta. Per questo ritengo che nei prossimi giorni realizzeremo un incontro preliminare con enti e istituzioni che hanno competenze sul territorio in materia ambientale, al fine di realizzare un'attività preliminare che ci consenta da un lato di incrociare tutte le informazioni in nostro possesso riferite a quel periodo e dall'altro, conseguentemente, individuare zone circoscritte, sensibili, su cui avviare operazioni di riscontro e nel caso di bonifica".

Dal canto suo, la Regione Lazio chiede a Palazzo Chigi di “coordinare un piano, immediatamente attivo, che coinvolga le amministrazioni regionali laziali, campane e molisane, al fine di determinare in via straordinaria un Sito di Interesse nazionale (Sin) che agisca sull’intera area coinvolta da probabili attività illecite nell’ambito dello smaltimento di rifiuti tossici, per attivare urgenti azioni di controllo e bonifica volte a salvaguardare la salute della cittadinanza”.

“I contenuti dei documenti desecretati costituiscono per l’amministrazione regionale un elemento in più per sostanziare il nuovo corso che la Giunta di Nicola Zingaretti ha già impostato in questi primi mesi del proprio mandato, sul nodo delle bonifiche e dei controlli – si legge in una nota -. Coadiuvata da Arpa Lazio, infatti, la Regione ha stabilito l’estensione e il completamento dell’Anagrafe dei siti da bonificare, con la delibera del 3 ottobre scorso. Il primo obiettivo, dunque, è quello di concludere quanto prima la mappatura di tutti i siti del territorio regionale. In relazione a quanto emerge dagli organi di stampa, la Regione comunica inoltre che, ad oggi, nessun proprio ufficio ha ricevuto ufficialmente alcuna comunicazione da parte del Governo nazionale né dall’autorità giudiziaria. Tuttavia, tenuto conto del segreto istruttorio sulle indagini in corso, l’amministrazione regionale sta comunque contattando i Comuni interessati in merito alle notizie, per predisporre le azioni necessarie.

Ad esempio, proprio nel caso di Borgo Montello, la Regione si è già fatta promotrice dell’istituzione di un tavolo della Trasparenza, in relazione alla dismissione della centrale nucleare. Tale scelta – conclude la nota - si somma al progetto già avviato per si sta procedendo alla redazione di un Piano operativo di indagine, finalizzato all’individuazione delle anomalie magnetiche rilevate nel corpo della discarica S0, in località Borgo Montello. Tale progetto è stato presentato dal Comune di Latina proprio in seguito alle prime dichiarazioni di Schiavone, ed è stato eseguito attraverso indagini atte ad individuare la presenza di rifiuti pericolosi occultati nella discarica di rifiuti solidi urbani di Latina”.

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