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Operazione Tiberio, Cusani resta in carcere. Attesa per il Riesame

I legali del sindaco di Sperlonga avevano chiesto la scarcerazione, che oggi è stata rigettata dal Gip Giuseppe Cario. Oggi intanto si sono difesi Domenico D'Achille e Gianpietro De Biaggio. Ieri Mauro Ferrazzano ha invece parlato davanti al pm

Resta in carcere il sindaco di Sperlonga Armando Cusani, arrestato il 16 gennaio dai carabinieri del Comando Provinciale nell’ambito dell’operazione Tiberio. I legali dell’ex presidente della Provincia avevano avanzato la richiesta di scarcerazione, che oggi è stata rigettata dal Gip del tribunale di Latina Giuseppe Cario.  Per Cusani ora si discuterà un’udienza davanti al tribunale del Riesame di Roma, chiamato a decidere sulla richiesta di annullamento dell’ordinanza di carcerazione.

Intanto, questa mattina sono comparsi davanti al Gip due deli arrestati che si trovano ai domiciliari: Domenico D’Achille, ingegnere e capo dell’ufficio tecnico del settore Lavori Pubblici del Comune di Priverno, e Gianpietro De Biaggio, responsabile dell’ufficio tecnico del Comune di Prossedi.

Entrambi hanno scelto di parlare e rispondere alle domande del giudice. Si sono difesi e hanno fornito al Gip chiarimenti rispetto alle accuse contestate nelle carte dell’inchiesta.

Intanto proprio ieri un altro degli arrestati, Mauro Ferrazzano, 46 anni, imprenditore di Nettuno finito in carcere, difeso dagli avvocati Luigi Di Mambro e Renato Archidiacono, ha deciso di parlare. Un interrogatorio durato diverse ore davanti al sostituto procuratore Valerio De Luca. Durante l’interrogatorio di garanzia invece Ferrazzano si era avvalso della facoltà di non rispondere.

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