Sabaudia, svolta nell'inchiesta: due indagati per l'attentato al Parco del Circeo

Nella giornata di ieri uno dei due si è fatto ascoltare in Procura dai magistrati titolari dell'indagine

Due indagati per l'attentato incendiario al Parco del Circeo del 24 giugno scorso. Quella mattina vennero trovate alcune taniche di liquido infiammabile davanti agli uffici dell'ente a Sabaudia, insieme a una lettera minatoria indirizzata al comandante della stazione dei carabinieri forestali. Meno di un mese fa erano arrivati i primi riscontri degli accertamenti tecnico-scientifici condotti dal Ris di Roma e dal Nucleo investigativo di Latina: le analisi sul materiale trovato e sequestrato avevano infatti consentito di estrapolare alcune impronte dattiloscopiche utili ad isolare un profilo biologico e a risalire al Dna degli autori dell'intimidazione.

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Dopo questa svolta, qualcosa si è mosso. I due indagati sono padre e figlio, di 67 e 36 anni. L'ipotesi di reato per entrambi è di concorso in minacce e incendio. Il primo nella giornata di ieri, 16 settembre, assistito dai suoi avvocati, si è fatto ascoltare in Procura dai sostituti procuratori titolari dell'indagine. Una decisione questa scaturita con ogni probabilità proprio dalla recente notizia del ritrovamento delle impronte. L'uomo ha quindi voluto fornire ai magistrati la propria versione dei fatti. Ma al momento sul movente del gesto viene mantenuto il più stretto riserbo. Come anticipato da alcuni quotidiani, la ragione potrebbe essere legata a un tentativo di coprire alcune pratiche legate ad abusi edilizi.

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