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Attentato al Parco del Circeo, l'arrestato interrogato ammette tutto

Il 67enne di Sabaudia ascolato in Tribunale dal gip nega una corresponsabilità del figlio

Lungo interrogatorio nel primo pomeriggio di oggi in Tribunale per Giovanni Scavazza, il 67enne di Sabaudia accusato di minacce aggravate e tentato incendio per il fallito attentato nei confronti del comandante della stazione dei carabinieri forestali del Parco Nazionale del Circeo.

L’uomo, che si era già recato in Procura nei giorni scorsi per rendere spontanee dichiarazioni, è stato arrestato martedì perché gli investigatori temevano che potesse fuggire all’estero. Il 67enne, assistito dagli avvocati Gaetano Marino e Giampiero Vellucci, oggi è stato nuovamente ascoltato per l'interrogatorio di garanzia dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina Giorgia Castriota alla presenza del sostituto procuratore  Antonio Sgarella per oltre un’ora e mezza e ha ribadito, come aveva fatto in precedenza, di essere lui l’autore delle intimidazioni nei confronti del luogotenente dell’Arma incluso il tentativo di incendio non andato a buon fine.

Scavazza ha però negato qualsiasi complicità da parte del figlio, titolare di un’attività sul lungomare di Sabaudia, figlio che risulta essere coindagato come concorrente morale. La difesa, a conclusione dell’interrogatorio, ha chiesto una misura cautelare più lieve, richiesta sulla quale il gip si è riservato di decidere.  

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