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Cronaca Sabaudia

Farmaci dopanti ai braccianti indiani, in aula una farmacista e un avvocato

Udienza preliminare del processo per l'inchiesta 'No Pain' che aveva portato in carcere anche un medico di Sabaudia. La Asl parte civile

Illecita prescrizione di farmaci ad azione stupefacente, favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, frode processuale, falso e truffa ai danni dello Stato. Queste le accuse delle quali devono rispondere a vario titolo la farmacista di Sabaudia Clorinda Camporeale, l’avvocato Luigi Pescuma, la donna di nazionalità marocchina El Hail e Mario Agnoletti, coinvolti nell’inchiesta ‘No Pain’ che il 25 maggio dello scorso anno aveva portato all’arresto del medico di Sabaudia Sandro Cuccurullo e all’emissione di tre misure interdittive di sospensione dai rispettivi pubblici servizi, per la durata di un anno, a carico dei tre professionisti.

Le indagini condotte dai carabinieri del Nas hanno accertato come Cuccurullo, medico di medicina generale, avesse rilasciato illecitamente, per finalità non terapeutiche, a 222 assistiti di nazionalità indiana impiegati nel settore agricolo, circa mille prescrizioni mediche a carico del Servizio sanitario nazionale per oltre 1.500 confezioni di un farmaco stupefacente. L'assunzione del medicinale non serviva per curare patologie degli assistiti ma per consentire loro di sopportare la fatica di turni pesantissimi di lavoro nel settore agricolo. Le esenzioni del ticket sanitario hanno causato un danno al Servizio sanitario quantificato in 24.128 euro. Il professionista inoltre prescriveva farmaci in realtà mai consegnati ai pazienti intestatari delle ricette, il cui costo veniva rimborsato alla farmacista.

Per quanto riguarda l’avvocato Luigi Pescuma nei suoi confronti la Procura ipotizza il reato di frode processuale in concorso con il medico per un falso certificato a favore di un suo cliente colpito da un ordine di esecuzione di carcerazione, certificato che attestava l'esistenza di patologie psichiatriche finalizzato ad evitare la detenzione in carcere. Per quanto riguarda Cuccurullo ha scelto di essere giudicato con il rito abbreviato e a giugno scorso è stato condannato a 5 anni e quattro mesi di carcere. Gli altri quattro indagati sono invece comparsi stamattina davanti al giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina Pierpaolo Bortone al quale il pubblico ministero Valerio De Luca ha chiesto il rinvio a giudizio. Pescuma, assistito dagli avvocati Orlando Mariani e Alessio Milani, ha chiesto di essere ascoltato e ha sottolineato che prima di allora non aveva mai incontrato il medico al quale si era rivolto soltanto per ottenere una certificazione per il Tribunale di sorveglianza che attestasse i problemi psichiatrici del suo cliente e ha aggiunto di non avere mai fatto pressioni per ottenere tale certificazione.

Nell’udienza la Asl si è costituita parte civile. Si torna in aula l’11 novembre quando il gup deciderà sulla richiesta di rinvio a giudizio.

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