Morte sull'escavatore da rottamare, imprenditore a giudizio per omicidio colposo

La vittima, un piccolo allevatore, era rimasta schiacciata dal mezzo finito in una canale. I fatti a Sabaudia

Un rinvio a giudizio per la morte di Mattia Monti, l’operaio rimasto schiacciato da un escavatore cingolato finito in un canale a Sabaudia il 24 maggio 2017.

Questa mattina davanti al giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina Giorgia Castrota è comparso Mirko Magrin, legale rappresentate della società Metalfer chiamato a rispondere di omicidio colposo. L’uomo, secondo la ricostruzione dell’accusa, avrebbe concesso in uso alla vittima, titolare di una piccola azienda di allevamento di bovini, un escavatore precedentemente acquistato “come materiale ferroso al fine della sua rottamazione omettendo di verificare la rispondenza del mezzo ai requisiti di sicurezza e il buono stato di conservazione”. Quel mezzo infatti si è rivelato difettoso tanto che mentre la vittima lo stava utilizzando si era rotto il cavo di comando dell’acceleratore a pedale tra la cabina di guida e il vano motore con il risultato che Monti è rimasto schiacciato dal mezzo scivolato lateralmente dal pianale del carrello utilizzato per il trasporto.

Per l'uomo i i soccorsi del 118 che aveva attivato anche un'eliambulanza erano risultati inutili, era morto sul colpo e per le operazioni di recupero del corpo era stato necessario l'intervento di un'autogru dei vigili del fuoco che aveva provveduto a sollevare il mezzo.

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Questa mattina Magrin, assistito dagli avvocati Bassoli e Fieramonti, è comparso in udienza davanti al gup che, a conclusione della camera di consiglio lo ha rinviato a giudizio. Il processo davanti al giudice monocratico Assunta Sergio inizierà il 1 luglio prossimo.

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