Venerdì, 19 Luglio 2024
Cronaca Sabaudia

Uccise il compagno della ex, nessun rito abbreviato: ci fu premeditazione

Riccardo Di Girolamo rinviato a giudizio per l'omicidio di Marco Gianni al quale sparò con il fucile nella sua azienda di Sabaudia. Processo in Corte d'assise il 4 giugno

Nessun rito abbreviato per Riccardo Di Girolamo, il 33enne che il 13 aprile dello scorso anno uccise con alcuni colpi di fucile Marco Gianni all'interno del vivaio di quest'ultimo per motivi di gelosia. La vittima era infatto il nuovo compagno della sua ex.

Questa mattina il giudice per l'udienza preliminare del Tribunale di Latina Giuseppe Molfese ha infatti rigettato la richiesta presentata dal legale dell'imputato, l'avvocato Frabrizio Cassoni e disposto il rinvio a giudizio per il 4 giugno prossimo davanti alla Corte di assise di Latina. Il giudice, accogliendo anche la richiesta del pubblico ministero Daria Monsurrò, ha infatti ritenuto di contestare a Di Girolamo l'omicidio volontario con l'aggravante della premeditazione - che invece era stata esclusa dal Tribunale del Riesame - che non consente l'accesso a riti alternativi come l'abbreviato che prevedono sconti di pena. In aula questa mattina erano presenti anche i familiari della vittima: i genitori e il fratello, assistiti dall'avvocato Giamila Dezio, e la compagna assistita dall'avvocato Stefano Ciapanna. Tutti si sono costituiti parte civile.

Gianni era stato ucciso  all’interno del vivaio a borgo San Donato nell’azienda che gestiva con la famiglia da due colpi di fucile sparati alle spalle uno dei quali lo aveva raggiunto sulla testa uccidendolo. Secondo la ricostruzione degli investigatori i primi colpi erano stati esplosi probabilmente dall'interno dell'auto con un fucile a canne mozze e avevano colpito la vittima al gluteo, gli altri, mortali, erano stati sparati invece da un fucile semiautomatico calibro 22 quando Di Girolamo era già sceso dalla vettura: questi ultimi avevano raggiunto la vittima al torace e alla nuca provocandone la morte. Il responsabile era stato individuato nel giro di poche ore. All'origine del folle gesto la gelosia e i dissapori con l'ex compagna con la quale aveva avuto dei figli. L'omicida era stato rintracciato a casa e in auto aveva ancora i due fucili utilizzati per compiere l'omicidio: nel corso dell'interrogatorio di convalida l'uomo aveva confessato e si era detto pentito. 

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Uccise il compagno della ex, nessun rito abbreviato: ci fu premeditazione
LatinaToday è in caricamento