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Omicidio di Bella Farnia, le accuse dei familiari di D'Arienzo a Moretto anche su Facebook

Il 50enne non ha mai cambiato la sua versione sulla morte dell'amico. Ma potrebbe essere diventato un testimone scomodo per i suoi assassini

L’ipotesi della vendetta rimane la pista privilegiata per gli investigatori che stanno indagano sulla morte del 50enne Fabrizio Moretto freddato con un colpo di pistola alla schiena lunedì sera a Bella Farnia.

L’uomo, amico di Erik D’Arienzo per l’omicidio del quale è stato poi indagato, si sentiva sotto pressione. La sua versione dei fatti rispetto alla morte del 28enne, quella di una caduta dallo scooter, è risultata dall’inizio poco credibile essendo le ferite riscontrate sul corpo della vittima non compatibili con un incidente stradale.  Lui però ha continuato a mantenere quel racconto e la cosa non è piaciuta ai familiari di D’Arienzo che anche con messaggi su Facebook dai toni decisamente aggressivi lo accusavano di essere un traditore, un vigliacco, un falso e soprattutto di non dire la verità visto che lui era l’ultima persona ad aver visto il ragazzo e potrebbe essere stato lui ad accompagnarlo dai suoi assassini.

Una delle piste seguite è ancora comunque quella di un pestaggio per un debito di sdroga non saldato con un gruppo criminale del litorale romano e Moretto poteva sapere chi fossero queste persone. Ma di fatto non ha mai rivelato nulla nonostante l’iscrizione nel registro degli indagati per omicidio volontario. Certamente se tale ipotesi investigativa fosse esatta il ‘Pipistrello’ era un testimone scomodo per coloro che hanno ucciso il giovane D’Arienzo.

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