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Mercoledì, 7 Dicembre 2022
Le indagini

Spaccio tra Sabaudia e il Circeo: il giro di droga gestito da due fratelli

Sono Leonardo e Francesco Corni i due uomini arrestati dalla squadra mobile di Latina. Indagato e sospeso dal servizio anche un poliziotto, accusato anche di aver partecipato all'attività. Nell'inchiesta figura anche un finanziere

Ci sono due fratelli, Leonardo e Francesco Corni, di 39 e 31 anni, al centro dell'indagine legata a un giro di spaccio di stupefacenti, in particolare cocaina, che tra il 2020 e il 2021 ha rifornito una vasta platea di acquirenti tra Sabaudia e San Felice Circeo. La squadra mobile di Latina ieri ha eseguito due ordinanze di custodia cautelare a carico dei due fratelli, ritenuti responsabili di gestire una florida attività anche con l'ausilio di diversi collaboratori, stabili o occasionali, che si occupavano della vendita al dettaglio. 

Nellr pagine dell'ordinanza il gip del tribunale di Latina Giuseppe Molfese riconosce ad entrambi una "spiccata indole delinquenziale" e spiega che ci sono "fondate ragioni per ritenerli ancora dediti ad attività criminali nel contesto di spaccio, in cui risultano integralmente inseriti". L'inchiesta ricostruisce infatti decine di episodi di cessioni di stupefacente che descrivono dunque una "serialità delle condotte che dimostra l'esistenza di un'attività di spaccio collaudata", "non solo protratta per un lunghissimo arco temporale ma anche connotata da un'evidente professionalità. Secondo quanto ricostruito nel corso dell'attività investigativa sono infatti Leonardo e Francesco Corni a mantenere i contatti per l'approvvigionamento dello stupefacente "e da loro inizia la catena di spaccio sulla piazza di Sabaudia". A riscontro di questo ci sono numerose intercettazioni telefoniche e ambientali ma anche le dichiarazioni rese da alcuni dei collaboratori arrestati durante l'attività investigativa.

Insieme ai due fratelli risulta indagato anche un agente scelto della polizia di Stato, residente a San Felice e in servizio presso l'ispettorato del Viminale. L'uomo è stato sospeso dal servizio per 12 mesi, accusato di aver direttamente partecipato, insieme ai due fratelli, ad alcuni episodi di cessione di droga ma anche di aver abusato del suo ruolo per cercare di eludere le investigazioni chiedendo informazioni sulle indagini ai colleghi della squadra mobile di Latina. All’agente è stato contestato anche il reato di truffa perché, come accertato dagli investigatori, dichiarato problemi di salute e assentandosi dal posto di lavoro, prestava in realtà servizio nell’azienda riconducibile a Leonardo Corni. Indagato a piede libero anche un finanziere di Sabaudia, ritenuto responsabile di aver rivelato all'amico Leonardo accertamenti fiscale e antiricilaggio che riguardano le sue attività commerciali.

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