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Cronaca Sabaudia

'Villaggio del Parco', sentenza da rifare: la Cassazione rinvia alla Corte di appello

Accolto il ricorso dei titolari della società di costruzione dei villini di Sabaudia, che sono stati condannati per abuso d'ufficio

Nuovo colpo di scena nella vicenda giudiziaria del ‘Villaggio del Parco’ di Sabaudia. La quarta sezione penale della Corte di Cassazione ha infatti annullato con rinvio la sentenza della Corte di appello dello scorso anno che aveva confermato la condanna a due anni di reclusione per due degli imputati, Carmine Ciccone e Carmen Lorenzi, titolari della società Petrarca Costruzioni riconosciuti colpevoli di abuso d’ufficio. Alla luce dell’accoglimento del ricorso presentato dai legali dei due imputati, gli avvocati Luca Melegari, Roberto Borgogno e Corrado De Simone, e delle numerose parti civili – vale a dire coloro che hanno acquistato i villini realizzati sulla Litoranea nel 2004, sarà nuovamente la Corte di Appello a doversi pronunciare.  

Una storia infinita quella del Villaggio: in quell’area era infatti prevista la realizzazione prevedeva di unità immobiliari vincolate nella loro destinazione a residenza per anziani ma nel corso dei lavori il progetto aveva subìto alcune modifiche trasformandosi nella costruzione di 285 unità abitative ordinarie.  

Nel 2006 arrivò il sequestro preventivo dei manufatti da parte della Procura: 15 villette erano state ultimate e mentre per altre 107 erano stati stipulati contratti preliminari di vendita. Il Tribunale di Latina prima e la Corte d’Appello poi avevano accertato la responsabilità penale per lottizzazione abusiva dell’area disponendo la confisca sia del terreno che dei villini realizzati. Poi la Corte di appello ha confermato la condanna per abuso d’ufficio per Ciccone e Lorenzi, condanna che ora viene messa nuovamente in discussione con il rinvio alla Corte di appello.  

Lo scorso anno l’amministrazione comunale di Sabaudia aveva annunciato la volontà di contestare in sede giudiziale le richieste di risarcimento danni per quasi 2 milioni di euro presentate da 55 persone, tra promittenti, acquirenti e proprietari dei villini  e quella di procedere alla confisca dei terreni e degli immobili con la loro acquisizione al patrimonio comunale.

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