Venerdì, 17 Settembre 2021
Cronaca San Felice Circeo

Falsi contratti per favorire l'immigrazione, in due non rispondono alle domande del gip

L'interrogatorio dei titolari della falsa onlus coinvolta nell'operazione 'Domus Maga Circe' della Guardia di Finanza

Sono stati interrogati questa mattina i due responsabili della Onlus di San Felice Circeo raggiunti da ordinanza di custodia cautelare il 9 gennaio scorso con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina nell’ambito dell’operazione denominata “Domus Maga Circe” condotta dalla Guardia di Finanza.  

C.R. di 36 anni e D.M.A. di 46, difesi entrambi dall’avvocato Stefano Ciapanna, sono stati ascoltati dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina Giuseppe Cario e hanno scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere.

I due, accusati di falso e organizzazione aggravata dell’immigrazione clandestina, secondo gli accertamenti degli investigatori su un’agenzia di servizi di San Felice avrebbero messo in piedi un’attività che solo solo apparentemente era una Onlus ma in realtà hanno svolto “una collaudata attività criminale dedita alla produzione ed all’utilizzo di documentazione amministrativa falsa funzionale a favorire l’ingresso illegale nel territorio dello Stato di cittadini stranieri” di origine prevalentemente indiana e tutti braccianti agricoli. Un sistema studiato e realizzato attraverso un impianto organizzativo perfettamente rodato e altamente remunerativo. I titolari dell’agenzia fornivano ai loro clienti – tutti cittadini extracomunitari intenzionati a ricongiungersi con i propri familiari – documentazione falsa e contratti di locazione inesistenti e solo apparentemente registrati presso l’Ufficio dell’Agenzia delle Entrate di Latina, nonché altrettante non veritiere certificazioni di idoneità alloggiativa relative ad abitazioni in possesso dei requisiti igienico-sanitari. Il tutto falsamente realizzato mediante l’apposizione di timbri contraffatti riconducibili a diversi uffici tecnici comunali pontini. Documentazione che veniva presentata allo Sportello Unico per l’Immigrazione di Latina che rilasciava il previsto “nulla osta” per l’ingresso nel territorio dello Stato italiano al fine del ricongiungimento.

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