Sanità, Simeone: “Non chiudere il centro trasfusionale di Formia”

L'appello del consigliere pontino di Forza Italia al presidente della Regione Zingaretti contro lo svuotamento del Centro che vede messa a rischio la sua operatività a causa della mancanza di personale tecnico

Non chiudere il centro trasfusionale di Formia”. Questo l’appello del consigliere regionale pontino di Forza Italia al commissario ad acta per la sanità nel Lazio, Nicola Zingaretti e al sub commissario Renato Botti a cui ha inviato una lettera per chiedere di valorizzare le eccellenze che contraddistinguono la sanità nel territorio pontino e di dotare il centro trasfusionale dell’ospedale Dono Svizzero di Formia delle unità tecniche necessarie alla sua funzionalità h24.

Intervento questo, spiega Simeone, che “garantirebbe il mantenimento di una sanità di qualità che non può fare leva solo sulla professionalità e la passione dei medici e del personale che la rappresentano ma necessita di interventi strutturali seri, immediati e puntuali che possano colmare quei buchi neri che da troppo tempo la contraddistinguono”.

Il centro trasfusionale di Formia è una realtà che deve essere consolidata. La situazione drammatica della sanità in provincia di Latina ed in particolare il Comprensorio Centro che continua a vedere le strutture private delle necessarie professionalità per l’erogazione efficace dei servizi, deve essere affrontata con rapidità” ha commentato il consigliere di Forza Italia che definisce il centro un “punto di riferimento indispensabile per un bacino  di migliaia di utenti, come quello dell’area sud della provincia di Latina, che nel periodo estivo aumenta a causa dell’ingente flusso turistico”.

“Il Centro è operativo per le trasfusioni e per le donazioni e sono circa 2000 i donatori che ogni anno sono accolte nella struttura. Ma soprattutto, ogni giorno, il Centro Trasfusionale di Formia vede aumentare il numero di persone che necessitano una trasfusione ambulatoriale, di terapie per malati oncoematologici (sono circa 60 i pazienti) e di terapie specifiche come la salassoterapia (sono circa 20 i pazienti). Il Centro trasfusionale, garantisce l’efficienza di tutti i servizi di emergenza, come per esempio Medicina, Rianimazione, Ostetricia, Ginecologia, Dialisi, Cardiologia e Chirurgia del Dea di I livello di Formia, dell’Ospedale San Giovanni di Dio di Fondi, del presidio di Gaeta e della Clinica Casa Del Sole di Formia.

In questi anni il Centro – prosegue Simeone - è riuscito grazie all’alta professionalità dei medici e del personale infermieristico, oltre che dei numerosissimi volontari e di tutti i cittadini che si sono riuniti in un Comitato che ha raccolto oltre 13 mila firme per evitare che il servizio fosse messo in discussione, a colmare le carenze e a fornire un servizio efficiente e di qualità rendendo il dipartimento un punto di riferimento per la comunità. La carenza di tecnici adeguati impedisce l’operatività del Centro, del servizio telematico e quindi l’efficienza del servizio.

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Il perdurare di questa situazione rischia di creare non solo un disservizio ma metterebbe a rischio la qualità e la vita stessa dei nostri cittadini. Dotare le strutture come il Centro trasfusionale di Formia del personale adeguato è un dovere. Non rincorriamo l’emergenza – conclude -, preveniamola o la sanità sarà un malato incurabile”.

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