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Domenica, 22 Maggio 2022
Cronaca Fondi

Ospedale Fondi, De Santis: “Situazione drammatica. Intervenga la politica”

Il coordinatore del Comitato pro ospedale ai senatori Fazzone e Moscardelli e ai consiglieri regionali: "Chirurgia e ostetricia sono al collasso, e assistiamo solo a polemiche di cui alla gente non interessa"

Richiamare l’attenzione della politica, ancora una volta; questo l’appello Il coordinatore del Comitato pro ospedale, Lucio De Santis, nel corso dell’ultima assemblea che ha lanciato di nuovo l’allarme sull’operatività del San Giovanni di Dio seriamente a rischio.

“Chirurgia è ormai al collasso, ostetricia anche, eppure assistiamo solo a polemiche di cui alla gente non importa nulla. La politica, soprattutto quella a livello sovracomunale, deve fare il suo dovere, impegnandosi per rendere operativo l’ordine del giorno approvato all’unanimità dai consigli comunali del comprensorio” ha dichiarato De Santis, facendo riferimento “in primis il senatore Claudio Fazzone, perché fondano ed eletto dal territorio, poi il senatore pontino Claudio Moscardelli, che si è interessato di recente ai problemi sanitari del presidio centro e poi i consiglieri regionali eletti in provincia, alle loro responsabilità”.

“Che  l’ospedale non chiude – sottolinea De Santis - è cosa certa, ma questo può non voler dire nulla, se per mancanza di personale i servizi si fermano ed è quello che sta accadendo”. Ricordiamo che le ultime notizie riguardano il mancato arrivo dei tre medici e la partenza di un altro dottore di chirurgia che pregiudica quasi integralmente la funzionalità del reparto. Senza dimenticare che il l’anestesista andrà in pensione a breve.

“Chirurgia, per quanto abbiamo potuto accertare, - continua De Santis -  lavora praticamente un girono la settimana. Per le analisi, anche da pronto soccorso si devono aspettare quattro o cinque ore, perché devono andare a Terracina. Per noi il limite, a questo punto, è stato superato.

La fiaccolata del 12 febbraio, a cui hanno partecipato più di 2000 persone, ha dimostrato che la gente è preoccupata e pronta a farsi sentire per difendere il “San Giovanni di Dio” e i suoi servizi. Ci stiamo muovendo con grande civiltà e cercando il confronto con tutti gli attori interessati, ma non siamo più disposti ad aspettare: noi non ci fermeremo e siamo pronti ad azioni eclatanti”.

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