Martedì, 15 Giugno 2021
Cronaca

Pronto soccorso, Simeone: “Pazienti sulle barelle e medici esasperati”

Nel giorno in cui la Asl diffonde i dati, positivi, della sua ricerca, l’intervento del consigliere regionale di Forza Italia: “Pazienti sulle barelle, medici esasperati e pronto soccorso ko, i risultati della politica della Regione”

Pazienti sulle barelle, medici esasperati e pronto soccorso ko”: questa la denuncia del consigliere regionale di Forza Italia, Giuseppe Simeone, nello stesso giorno in cui dalla Asl vengono diffusi i dati della prima analisi condotta sulla qualità e umanizzazione nei pronto soccorso pontini.

Una ricerca che mette in evidenza come per il 42,2% dei pazienti intervistati il servizio di accettazione è migliorato, mentre l’81,7% mostra un buon grado di soddisfazione per le cure ricevute. 
“Rabbia e disperazione. Sono questi  i sentimenti che accompagnano i cittadini che in questi giorni sono stati costretti a confrontarsi con la sanità nella provincia di Latina commenta in una nota il consigliere Simeone -. Sono questi i disagi che ogni giorno gli operatori segnalano, inascoltati, alla direzione sanitaria della Asl di Latina. Ogni anno in questo periodo di feste, con gli ambulatori chiusi, i cittadini hanno quale unico riferimento per poter effettuare una visita ed essere curati il Pronto soccorso. E quello dell’ospedale Santa Maria Goretti di Latina è oltre la soglia del collasso”.

I locali dell’ospedale, quello che doveva diventare Dea di II livello entro la fine di giugno 2015, sono costellati da file interminabili di barelle e letti di fortuna su cui si mischiano senza continuità di sorta, né la dovuta attenzione alle singole patologie, con pazienti più gravi e meno gravi accatastati uno accanto all’altro".

Casi come questi, prosegue il consigliere regionale, che evidenziano che “non solo la struttura dell’ospedale principale della provincia di Latina è inadeguata al flusso di pazienti ma soprattutto che medici ed infermieri, già sottodimensionati rispetto alle effettive esigenze della pianta organica e a dispetto delle promesse di Zingaretti, sono costretti a fare i salti mortali per dare le cure adeguate, e che la tanto citata assistenza territoriale è rimasta solo pura utopia. Il tutto senza considerare che, come denunciato dagli operatori di tutti gli ospedali della provincia di Latina, i ritardi accumulati da Zingaretti e Caporossi nell’adeguamento delle strutture  e della pianta organica sta solo mettendo ulteriormente a rischio la vita dei cittadini.

Una situazione che, come denunciato dal sindacato dei medici, mette a rischio la vita dei pazienti precludendo loro le cure e le attenzioni necessarie per effettuare una attenta diagnosi. Sono due anni che a gennaio Zingaretti si sveglia dal torpore e di fronte all’emergenza Pronto soccorso convoca una riunione dei direttori generali con il risultato di spostare il problema da un reparto all’altro e senza mai mettere in atto azioni incisive e risolutive per evitare che questo disastro si paghi in termini di vite umane”.

“Ora - conclude Simeone - aspettiamo con ansia di conoscere dal presidente della Regione Lazio, che annuncia miracoli e uscite dal deficit sanitario entro pochi mesi, cosa inventerà per lasciare di fatto tutto come prima. Intanto i cittadini soffrono e il secondo pronto soccorso del Lazio per numero di accessi, dopo l’Umberto I di Roma, è ridotto alla stregua di un campo di battaglia dove le vittime sono i pazienti, i medici, gli infermieri e tutto il personale impiegato in ospedali che erano e restano una vergogna”.

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