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Martedì, 24 Maggio 2022
Cronaca

Fecondazione assistita, Regione fissa le regole. Presto anche al Goretti

Approvata dalla Giunta regionale la delibera che le regole per l'erogazione delle prestazioni di fecondazione medicalmente assistita nei centri della Lazio; 21 i centri operativi, tra questi anche l'ospedale di Latina

Fissate le regole per l’erogazione delle prestazioni di fecondazione medicalmente assistita nei centri della Lazio, tra i quali anche l’ospedale Santa Maria Goretti di Latina. Questa mattina, infatti, la Giunta regionale ha approvato la delibera che detta le regole e che segue il canovaccio stabilito dalla Conferenza Stato Regione e ricalca  il modello adottato dalla Regione Toscana.

Delibera che stabilisce che per quanto riguarda i cicli di eterologa e omologa, per essere a carico del servizio sanitario regionale, l’età massima della donna deve essere di 43 anni mentre i cicli che possono essere effettuati nelle strutture pubbliche sono tre.

“Nel provvedimento che abbiamo adottato – spiega il presidente della Regione Zingaretti – non è volutamente indicato il livello di compartecipazione a carico dei cittadini perché in queste ore ne sta discutendo a Roma presso la sede della Regione Veneto il gruppo tecnico interregionale con l’obiettivo di arrivare a definire una proposta unica valida in tutte le regioni ed evitare il caos tariffario che si sta verificando. Mi è parso più saggio attendere che alimentare confusione”.

E sono 21 i centri che alla fine dell’istruttoria sono risultati operativi; su una platea di 48 centriche si erano registrati presso l’Istituto superiore di sanità, solo 23 sono risultati in possesso dei requisiti richiesti, così come accertato dai tecnici del Centro nazionale trapianti incaricati dell’istruttoria, ma due hanno rinunciato.

“Attualmente l’unico centro Pma pubblico in funzione a Roma è quello del Sant’Anna - spiegano dalla Regione -. La struttura del San Filippo Neri sarà riaperta a breve poiché si sta risolvendo il problema del certificato antincendio, lo stesso vale per il Pertini. Per i centri del S.Camillo, Gemelli, S. Maria Goretti di Latina, e Policlinico Umberto I, le procedure di autorizzazione sono ormai definite”.

“Chiudiamo così una fase di assoluta incertezza, e vero e proprio caos, durata anni – dice Zingaretti  – restituendo un sistema di centri in grado di dare alle donne e alle famiglie assistenza di qualità in totale sicurezza. Il Lazio torna ad essere, anche in questo campo, una regione all’avanguardia, più civile e più umana”.

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