Cronaca

Alta Diagnostica e le difficoltà della sanità, parla il presidente Calandrini

L'intervento del presidente del Consiglio sulla sanità pontina; non può mancare il riferimento ai due momenti che hanno caratterizzato questi giorni: la firma dell'accordo per il Centro di Alta Diagnostica e il decesso del bimbo di sette mesi al Goretti

C’è stata nei giorni scorsi la firma dell’accordo di programma per il Centro di Alta Diagnostica che sarà realizzto all’interno dei locali di viale XVIII ristrutturati grazie ad un finanziamento della Provincia di Latina.

E proprio partendo da questa che è statà una tappa importante che parte il presidente del Consiglio di Latina, Nicola Calandrini, parte per analizzare la situazione della sanità nel capoluogo pontino e non solo.

“Con la prossima realizzazione del Centro di Alta Diagnostica finanziato dalla Fondazione Roma, la nostra città si appresta ad assumere un ruolo di eccellenza in ambito nazionale e internazionale per la medicina specialistica - scrive Calandrini in una nota -. Ma questo traguardo non può rappresentare un punto di arrivo, deve anzi essere quell'elemento che potrà consentire a tutto il sistema sanitario della nostra provincia di compiere finalmente quel salto di qualità tanto atteso in termini di servizi e di strutture.

L'ultimo caso, quello del bambino di sette mesi deceduto all'ospedale S.Maria Goretti di Latina, è un nuovo, tragico segnale che non ci deve lasciare indifferenti. Insieme a sentimenti di vicinanza e di grande affetto nei confronti della famiglia del piccolo, è necessario prendere atto che il personale medico coinvolto in questa triste vicenda è anch'esso vittima di un sistema sanitario che va nettamente migliorato”.

“Da anni - prosegue Calandrini - medici e paramedici delle strutture sanitarie pontine si trovano a lavorare in condizioni di seria difficoltà, con strutture non adeguate, personale ridotto, turn over bloccati, politiche sanitarie incomprensibili e anche deleterie per la collettività. Dobbiamo pretendere dalla Regione la necessaria attenzione verso le istanze sanitarie di questo territorio.

La sanità, più di ogni altro servizio, non va amministrata solo con la fredda legge dei numeri altrimenti si rischia di andare incontro a tragedie come quella accaduta al bambino di sette mesi.

L'ospedale Goretti è solo sulla carta un Dea di secondo livello, una etichetta che la Regione ci ha affibbiato senza però dotare il nostro nosocomio dei servizi e del personale all'altezza di un Dea di secondo livello”.

“Ecco perché è nostro dovere sollecitare la Regione ad adottare iniziative immediate ed efficaci a favore della sanità pontina, e per questo dobbiamo prepararci ad iniziative forti, se necessario anche clamorose, per vedere riconosciuti i nostri diritti a servizi migliori. Il mio impegno di amministratore pubblico chiamato a rispondere alla mia comunità - conclude il presidente del Consiglio - mi porta a sollecitare le istituzioni competenti, prima fra tutte la Regione Lazio, ad attivarsi in breve tempo per dare risposte efficaci ai cittadini ma anche al personale sanitario, che da anni lavora con gravi rischi e senza le necessarie strutture”.        

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