Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca

Sanità, riduzione record nei parti cesari: un ottimo -3% a Latina

I dati sono stati diffusi durante un convegno di formazione. A Latina in poche settimane si passati da un globale del 28%, già lusinghiero rispetto all'attuale media regionale del 43%, al 25%

Una riduzione del 3% nei parti cesari a Latina. Questo l’ottimo risultato registrato e di cui si è parlato nella giornata di ieri nell’ambito di un convegno di formazione presso l'Aula Magna del Forlanini e durante il quale sono stati presentati i dati che riguardano i parti cesarei nella Asl di Latina.

In poche settimane, infatti, la riduzione è stata del 3%; si è passati da un globale del 28%, già lusinghiero rispetto all'attuale media regionale del 43%, al 25%. Sulle donne al primo parto si è arrivati addirittura al 15,5% di tagli cesarei concorrendo all’aumento considerevole del numero delle nascite naturali, a tutto vantaggio della salute delle donne e dei neonati.

Il metodo che ha permesso di ottenere questa performance è stato al centro del convegno al Forlanini e ha visto la partecipazione di oltre 40 tra ginecologi e ostetriche. Il dibattito è stato focalizzato sulla gestione delle attività in sala parto e sui fattori organizzativi che hanno prodotto  la riduzione.  Ora il progetto clinico punta ad ampliarsi,  unificando le esperienze dei punti nascita del San Camillo (con oltre 3400 parti all’anno) e del Santa Maria Goretti di Latina (2100), interesserà il 10% delle 55mila nascite nel Lazio.

La riduzione dei tagli cesarei è, da molti anni, fra gli obiettivi prioritari di salute delle istituzioni sanitarie, tanto che il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti lo ha incluso, tre mesi fa, tra i 5 criteri di valutazione dell'operato dei direttori generali di ospedali e Asl.

Altro elemento innovativo del progetto è che lo stesso è sostenuto dalla moderna tipologia della “Formazione sul Campo”, già avviata nel punto nascita di Latina con ottimi risultati. L’orientamento è la sperimentazione del nuovo modello di formazione: la “Comunità di Pratica”, per sorreggere i progetti  dei punti nascita della Regione, finalizzati a ridurre il ricorso al taglio cesareo. 

Il fine è delineare un percorso integrato di assistenza alle gestanti per ridurre il dato negativo che “regala” all'Italia la maglia nera in Europa per il ricorso abnorme a questa pratica chirurgica che comporta un rischio maggiore per la salute della madre e del neonato, oltre che un uso inefficiente delle risorse.

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