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Giovedì, 19 Maggio 2022
Cronaca

Sanità, tra tagli e crisi occupazionale: manifestano i sindacati pontini

Dopo la presentazione del Piano Bondi, ma in generale considerata la situazione della sanità pontina e laziale, Cgil, Cisl e Uil aderiscono alla fiaccolata del 20 dicembre a Roma

Dura bocciatura da parte dei sindacati Cgil, Cisl e Uil di Latina rispetto al piano Bondi sulla sanità - al di là delle novità per Latina - presentato nei giorni scorsi. Le single sindacali ritengono infatti necessario che per il futuro della sanità nella provincia pontina e del Lazio sia necessario elaborare una proposta complessiva

La sanità laziale è in piena emergenza – commentano i segretari Anselmo Briganti, Ewa Blasik e Luigi Garullo- . I livelli essenziali di assistenza non sempre possono essere assicurati. Nel contempo gli operatori del settore sono interessati alla cassa integrazione in deroga e in alcuni casi anche alla mobilità. In alcune strutture sanitarie non vengono corrisposte le retribuzioni da diversi mesi. Anche l’indotto (servizi di pulizia, lavanolo, mensa, manutenzione e sorveglianza) è investito da richieste di riduzione di personale, di orario di lavoro con il concreto rischio della perdita del posto di lavoro. Una situazione socialmente insostenibile”.

Per questo Cgil, Cisl e Uil ritengono che sia giunto il momento di rivedere il piano di rientro. “I tagli lineari proposti dal Commissario Bondi seguono una logica prettamente ragionieristica che non tiene conto di alcune specificità che caratterizzano la sanità regionale, ma anche territoriale. Il nuovo piano di rientro non può essere pensato solo per esigenze economiche, ma dovrà contemplare i nuovi e diversi bisogni di salute espressi dalla intera collettività. Il disavanzo sanitario stimato per il 2013 essere di circa 900 milioni di euro, pesa troppo sulla collettività, già gravata negli anni del continuo aumento dell’addizionale regionale (+1.7% in cinque anni), gravando maggiormente su lavoratori e pensionati ed in particolar modo sulle fasce deboli di reddito”.

“Per decenni alla sanità del Lazio è mancata una vera programmazione e la politica non ha avuto il coraggio di effettuare riforme strutturali – continuano i tre segretari di Cgil, Cisl e Uil -. Dal 2007 ad oggi è stata gestita come un costo da tagliare e non come una risorsa ed un volano per l’economia di questa regione. L’annuncio di nuove chiusure di ospedali pubblici e dei tagli alla sanità accreditata si aggiungono a quelli già effettuati nel corso degli ultimi 5 anni senza che queste abbiano prodotto i benefici sperati per i cittadini, in quanto lo sperato aumento dei servizi sanitari territoriali attraverso l’apertura di presidi di prossimità a favore dell’assistenza territoriale e domiciliare è ancora latitante”.

Per questo, nel particolare momento vissuto dalla sanità pontina e laziale, “Cgil, Cisl e Uil oltre a sottolineare l’emergenza occupazionale che deriva dai tagli lineari, fanno emergere con medesima forza la conseguente mancanza di servizio e assistenza per i malati, ai quali non potrà essere garantito nemmeno il Pronto Soccorso”.

Le tre sigle sindacali hanno così deciso di aderire alla manifestazione con fiaccolata promossa da Cgil, Cisl e Uil di Roma e del Lazio, in programma per domani, 20 dicembre, a Roma presso il Ministero del Tesoro in via XX settembre, “per denunciare appunto la grave crisi del settore, sia per quanto riguarda la salvaguardia occupazionale, sia per quanto riguarda la conseguente tutela della salute dei cittadini”.

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