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Cronaca Sonnino

Sonnino, incatenato a difesa della sede del 118: sindaco in protesta

Ieri la protesta del primo cittadino, che ha iniziato anche lo sciopero della fame, contro la sospensione del servizio nella postazione del 118. Simeone: "Zingaretti mi ha assicurato un intervento sul caso Sonnino"

Si è incatenato davanti la sede del 118 di Sonnino Scalo per difendere quello che deve essere un servizio da garantire a tutti i cittadini. Il sindaco Luciano De Angelis – che ha anche iniziato lo sciopero della fame – è in protesta contro la sospensione del servizio d’emergenza nella postazione del 118 sul territorio comunale.

Insieme a lui anche gli assessori della giunta, mentre la popolazioni si dice pronta al sit in.

E sul caso questa mattina è intervenuto anche il consigliere regionale pontino del Pdl, Giuseppe Simeone, che si è messo direttamente in contatto con il presidente Zingaretti che “tramite la sua segreteria ha assicurato che provvederà a chiamare il sindaco di Sonnino Luciano De Angelis che sta proseguendo la protesta contro la riorganizzazione dell’Ares 118 e la soppressione del servizio nella sua cittadina”.

“Se non si prendono misure immediate rischiamo la tragedia – aveva  commentato questa mattina Simeone prima delle rassicurazioni di Zingaretti -. Lo avevamo detto a più riprese. Abbiamo scritto al presidente della regione Zingaretti, al direttore generale dell’Ares 118 De Santis, al sub commissario Spata per evidenziare la situazione critica che si è venuta a creare sul territorio pontino a seguito  della riorganizzazione del servizio di emergenza. Ma nessuno è intervenuto.

E quanto è accaduto a Sonnino, dove una persona ha rischiato la vita a causa dell’impossibilità ad intervenire dei volontari del 118 presenti è solo l’ennesima dimostrazione di quello che rischia di trasformarsi in un default totale della sanità nella  provincia di Latina. Non posso che essere solidale con il sindaco di Sonnino Luciano De Angelis. La comunità di  Sonnino ad oggi non può contare su alcun presidio di soccorso ed è costretta, nonostante il Comune abbia messo a disposizione i locali per il 118, ad attendere una ambulanza che viene da altri territori. Il risultato è che è in pericolo la vita dei nostri concittadini.

Non vogliamo - conclude Simeone - essere profeti in patria ma il presidente Zingaretti non può più sottrarsi a quello che è un atto di responsabilità e risiede nella revisione immediata del piano di riorganizzazione dell’Ares che così come è stato impostato diventa un servizio inutile. Queste scelte stanno producendo solo disservizi a fronte di sbandierati risparmi che di fatto non si rilevano. La soppressione dei presidi dell’Ares 118, la mancanza di un medico su tutte le ambulanze stanno cancellando ogni possibilità di qualità dalle prestazioni in emergenza oltre che l’impossibilità di  effettuare i percorsi previsti dall'organizzazione delle reti assistenziali per i pazienti critici in emergenza  sul territorio”.

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