Giovedì, 18 Luglio 2024
IL RACCONTO

“Basta schiavitù. Giustizia per Satnam”: il grido che arriva dalla piazza di Latina

Migliaia di persone hanno partecipato alla manifestazione promossa da Cgil e Flai Cgil dopo la morte del 31enne bracciante indiano: “Oggi qui abbiamo tanti fantasmi,. Questa piazza chiede un cambiamento concreto"

Basta schiavitù, giustizia per Satnam, omicidio, assassinio. Queste le parole più ripetute in una piazza della Libertà che ha accolto migliaia di persone che si sono riunite dopo la morte del bracciante 31enne di origini indiane abbandonato in strada, davanti casa, dopo aver perso un braccio tracciato di netto da un macchinario in un incidente sul lavoro in un’azienda agricola a Latina. Nessuno ieri da quella piazza ha parlato di incidente sul lavoro. Ma di omicidio. Perché Satnam Singh non è stato vittima di un incidente sul lavoro, ma della barbarie di chi invece di soccorrerlo lo ha abbandonato in strada “perché non in regola”, ucciso da un sistema, quello dello sfruttamento, che nell'agro pontino, ma non solo, è ormai una vera piaga. 

E allora da quella piazza ieri si è levato forte il grido di giustizia per Satnam, perché non basta il permesso di soggiorno speciale concesso alla moglie Soni in soli due giorni, “un documento che non deve essere un risarcimento che mai potrà colmare il vuoto della tragedia - ha detto dal palco Giuseppe Massafra, segretario generale della Cgil Frosinone Latina -. Deve essere uno strumento garantito a tutte quelle persone che devono potere aver il coraggio di denunciare le forme di schiavitù in cui versano”. E forse non basta neanche quella piazza di ieri piena e colorata dalle bandiere e dai turbanti delle centinaia di indiani che gridano basta allo sfruttamento. Tanti sono stati i braccianti, e non solo, della comunità indiana che ieri si sono riuniti insieme a liberi cittadini, a rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni aderendo alla manifestazione organizzata da Cgil e Flai Cgil. In piazza anche la segretaria del Pd Elly Schlein e il segretario di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni. C’era poi il neo eletto eurodeputato di Avs Ignazio Marino, c’erano deputati, consiglieri regionali, esponenti del Movimento 5 Stelle. Insieme a loro anche molti sindaci della provincia tra cui quelli di Roccagorga, Cori, Norma, Priverno, Cisterna, Pontnia, oltre che di Latina, insieme anche al presidente della Provincia, Gerardo Stefanelli. 

Elly Schlein a Latina: “Ucciso dallo sfruttamento e dalla disumanità”

"Basta sfruttamento"

“Basta sfruttamento! Per la dignità, la salute e la sicurezza di chi lavora”, si leggeva sul grande striscione sullo sfondo del furgone-palco allestito per l’occasione. “Siamo qui per Satnam, scaricato per strada senza un braccio senza essere portato in ospedale dove potevano salvarlo; siamo qui per lui, per la sua famiglia in India, siamo qui per Soni, sua moglie rimasta sola senza punti di riferimento, con i sogni di una vita spezzati. Siamo qui per tutte quelle persone che vivono in questo territorio da generazioni ormai come fantasmi, ai margini, invisibili e che non scelgono di essere sfruttati - ha detto Massafra -. Non possiamo più sopportare che si muoia di lavoro. Morti quasi sempre frutto della precarietà e dell’irregolarità, in tutti i settori. Siamo qui per rivolgerci alle istituzioni, per chiedere prevenzione, controlli sanzioni. Ma soprattutto per chiedere di abrogare le leggi sbagliate che sono causa dello sfruttamento”. 

Satnam Singh- manifestazione a Latina (2)

“Satnam è stato ucciso da un sistema malato"

“Satnam è stato ucciso da un sistema malato come neanche nel Medioevo, è stato ucciso dalla Bossi-Fini che lega la vita dei migranti a un pezzo di carta che decide se hai diritto a essere un uomo o sei fantasma - ha detto dal palco la segretaria Flai Cgil di Latina e Frosinone, Hardeep Kaur intervenuta sia in italiano che in punjabi, per far arrivare il suo messaggio anche alle centinaia di persone della comunità indiana e sikh presenti in piazza -. Oggi qui abbiamo tanti fantasmi, uomini e donne come Soni che lavorano nelle campagne. Questa piazza chiede un cambiamento concreto. Siamo al fianco di quelle aziende sane che vivono sotto il ricatto dei caporali. La morte di Satnam ha dimostrato che se si vuole, si può concedere un permesso di soggiorno in soli due giorni: dobbiamo combattere perché ciò accada con tutti. Nel 2023 sono stati rilasciati circa 60mila visti, ma a gennaio 2024 solo 84 persone erano state regolarizzate. Un sistema paradossale che crea irregolarità, clandestinità e schiavi”. 

Fischiato l'intervento della sindca Celentano

Sul palco è intervenuta anche la sindaca di Latina, a cui però la piazza non ha risparmiato qualche fischio. "Grazie alla Cgil dell'invito, anche se sarebbe stato meglio vederci in un'altra occasione - ha detto la prima cittadina -. La difficoltà del momento impone però di essere tutti presenti, vigili e determinati se vogliamo che questo orrore non finisca semplicemente nell’elenco delle morti sul lavoro ma sia lo spartiacque tra un prima e un dopo, e sia anche il tributo di questa nostra comunità alla memoria di Navi e di tutti coloro che hanno perso la vita sul lavoro, per colpa del lavoro o per la mancanza di lavoro. Dobbiamo avere il coraggio di ammettere che siamo tutti, e dico tutti, responsabili della persistenza di questo fenomeno odioso che è il caporalato: istituzioni, associazioni, enti e i cittadini che preferiscono non vedere. L’impegno di tutti deve essere quello di vigilare, sostenere, convincere, prevenire per allontanare da questo territorio la patente di terra di caporali che non ci appartiene. Non vogliamo più essere additati per quello che non siamo. Non accettiamo equazioni che associno comportamenti criminali a questo o quell'orientamento politico, perché quella che dobbiamo combattere è una guerra di civiltà per sconfiggere il caporalato. E le guerre di civiltà si vincono tutti insieme” ha aggiunto ancora la prima cittadina tra il malumore di parte della piazza. 

Satnam Singh: la manifestazione a Latina

"Indignarci non basta più"

Dopo Vincenzo Canò dell’Anpi è intervenuto anche Marco Omizzolo. “Non è la prima volta che ci troviamo qui per fatti, uomini, storie e donne che in questa provincia e non solo da 20 anni non lavorano ma vengono sfruttati, ridotti in schiavitù, umiliati, obbligati ad assumere sostanze dopanti per sopportare lo sfruttamento e violenze di ogni genere. Dobbiamo ribellarci insieme. Qui c'è una comunità che sta organizzando una nuova resistenza, con loro dobbiamo cambiare questo Paese. Dobbiamo ribellarci, indignarci non basta più. Non dobbiamo mollare questa battaglia: è più forte la nostra democrazia di questo sistema patronale”.

Le testionianze

Poi dal palco le testimonianze tra cui quella di un lavoratore indiano che ha chiesto giustizia per Satname e che sul permesso di soggiorno ha detto: “Lo vogliamo quando siamo vivi e non quando siamo morti”. “Satnam è stato ucciso dal suo datore di lavoro che lo ha lasciato morire - ha aggiunto un altro esponente della comunità indiana -. E’ un crimine, non accetteremo più violenza e abusi sul lavoro. Vogliamo giustizia per lui e per tutti i lavoratori sfruttati. Il diritto umano è per tutti. Siamo qui per chiedere rispetto, dignità e sicurezza. Basta con la paura e le ingiustizie. Insieme possiamo cambiare le cose. La vostra presenza è la nostra forza. Non permetteremo più che un lavoratore perda la vita per l’indifferenza”.

"C'è voluto l'orrore per far parlare di voi"

Tanti poi gli altri interventi tra cui quelli di Gianpiero Cioffredi di Libera, dei rappresentanti di Articoli 21, Legambiente, della Rete degli Studenti Medi e di altre associazioni fino alle conclusioni affidate a Silvia Guaraldi, segretaria nazionale della Flai Cgil e a Francesca Re David, della segreteria nazionale della Cgil. “Oggi scioperiamo perché vogliamo urlare il nostro dolore, il nostro sgomento e la nostra rabbia per la morte di Satnam. La Cgil da oltre 20 anni lotta per sradicare la piaga del caporalato, troppo spesso inascoltata” ha detto Guaraldi. “C'è voluto l'orrore per far parlare di voi, della vostra comunità che nei campi contribuisce alla ricchezza del nostro Paese - ha detto Re David -. Satnam e Soni non volevano essere un simbolo, erano qui per vivere una vita dignitosa e per vedersi riconosciuto il diritto al lavoro e di essere umani. Invece sono finiti tra gli oltre 3 milioni di invisibili, tra i 230mila lavoratori agricoli nel sommerso, nel lavoro nero, nello sfruttamento. Satnam e la moglie erano qui da tre anni e sono arrivati come tanti attraverso il decreto flussi, un nulla osta che nessuno trasforma in contratto lavoro o permesso soggiorno. Dove finisce chi arriva così? Questo sistema non si rompe se non si cancellano la Bossi-Fini e il decreto flussi, che consentono e sono matrice di tutto questo". Questa manifestazione, ha concluso Re David, "è solo l'inizio: da domani ci saranno qui le 'brigate del lavoro' con la Flai e tutta la Cgil: non vogliamo tavoli per permettere al Governo di fare una conferenza stampa, ma vogliamo dare il senso della vertenza. Per questo ci rivedremo a Latina il 6 luglio con il segretario Landini per chiedere conto di quello che è stato fatto. Lotteremo, e non ci fermeremo fino alla vittoria di lavoratrici e lavoratori”. 

Martedì 25 giugno una nuova manifestazione

Nel pomeriggio di martedì 25 giugno, sempre in piazza della Libertà è in programma una nuova manifestazione promossa dalla comunità indiana del Lazio a cui hanno aderito anche Faic Cil e Uila Uil che per la stessa giornaat hanno proclamato uno sciopero di 8 ore.

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