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Il dirigente della Digos Roberto Artusi

Il dirigente della Digos Roberto Artusi

Scontri prima di Latina-Pescara, arrestati 7 tifosi nerazzurri

Violenta rissa fra le due tifoserie sabato all'esterno del Francioni, quando i supporter abruzzesi hanno raggiunto nei pressi della Curva Nord quelli nerazzurri. Indagini lampo della Digos Due arresti anche a Pescara

E’ di 7 tifosi nerazzurri e due abruzzesi arrestati il bilancio dell’indagine lampo della polizia che in breve tempo ha identificato alcuni dei responsabili dei violenti scontri scoppiati poco prima della partita Latina-Pescara sabato scorso all’esterno dello stadio Francioni.

Arresti eseguiti questa mattina all’alba grazie all’istituto della “flagranza differita”, istituto previsto dalla normativa per contrastare la violenza negli stadi, che permette di procedere ad applicare la misura precautelare entro 48 ore dagli accadimenti nei casi in cui non si possa procedere nell’immediato per ragioni di opportunità connesse all’ordine pubblico.

Le indagini avviate nell’immediato dopo il violento episodio avvenuto intorno alle 14.45 di sabato dalla Digos di Latina che attraverso la visione dei filmati ha identificato i tifosi responsabili della violenta rissa - a cui hanno partecipato circa 20-30 persone e in cui sono rimasti feriti due agenti della Digos e due tifosi del Pescara. Tutti gli arrestati sono accusati di rissa, violenza e resistenza a pubblico ufficiale, rapina, lancio pericoloso di oggetti, violenza durante manifestazioni sportive e travisamento. Ristretti in camera di sicurezza saranno processati domani mattina con il rito direttissimo.

I FATTI - I fatti si sono verificati pochi minuti prima del fischio d’inizio della partita tra Latina e Pescara, partita a cui alla vigilia l’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive aveva attribuito il livello massimo di rischio, il 4 con la Questura che aveva predisposto delle misure straordinarie per la sicurezza. Tutti i tifosi del Pescara, tra le altre cose, alla vigilia della partita erano stati invitati a seguire un percorso preciso per raggiungere lo stadio e a loro era stato un appuntamento preciso con il personale di polizia che li avrebbe scortati in sicurezza fino allo stadio Francioni proprio in virtù del piano straordinario. Come ricostruito dalla polizia, invece, un gruppo di tifosi abruzzesi volutamente non si è presentati all’incontro spostandosi invece nella zona di via dei Mille dove riescono a passare minacciando gli agenti della polizia municipale e con due van e tre automobili si dirigono verso la zona della Curva Nord. Scesi dai mezzi, con il volto travisato si sono indirizzati verso i tifosi pontini. Da qui la maxi rissa a colpi di bastoni, mazze, cinte e quant’altro per due minuti di inaudita violenza.

Provvidenziale l’intervento di alcuni operatori di polizia - tra cui i due agenti della Digos feriti - è stato possibile scongiurare il peggio e a salvaguardare l’incolumità di alcuni tifosi raggiunti da diversi colpi, favorendo poi l’intervento dei reparti inquadrati che ha permesso di riportare la calma, anche attraverso l'utilizzo di dieci fumogeni. 

GLI ARRESTATI - Come spiegato dal capo della Digos Roberto Artusi questa mattina durante una conferenza stampa, tra gli arrestati ci sono leader di alcuni gruppo ultras, come di altri soggetti già conosciuti alle forze dell’ordine per reati specifici in materia di violenza durante manifestazioni negli stadi, come anche due ragazzi incensurati. Due invece i supporter abruzzesi finiti in manette, uno dei quali noto capo ultra del Pescara al termine delle indagini condotte dalla Digos di Pescara.

Intanto proseguono le indagini su quanto accaduto sabato pomeriggio, mentre la Questura sta valutando anche l’adozione di numerosi provvedimenti di Daspo, nei confronti di altri soggetti in corso di identificazione.

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I COMMENTI - Si è trattato come è stato sottolineato questa mattina, di un’azione provocatoria da parte dei tifosi del Pescara che, purtroppo, però ha trovato una sponda anche da parte dei tifosi nerazzurri. “Secondo quanto ricostruito in queste indagini - ha spiegato Artusi - se è vero che si è trattato di una provocazione, questo non giustifica la risposta dei tifosi del Latina che non si sono tirati indietro e hanno ingaggiato questa rissa così violenta”. 

“Gli arresti odierni - è stato ribadito durante la conferenza stampa - stanno anche ad evidenziare come la Polizia di Stato non intende assolutamente tollerare comportamenti delinquenziali, siano essi indirizzati nei confronti di indifesi cittadini oppure contro tifosi violenti ovvero in opposizione agli operatori di Polizia ed inoltre servono anche a ribadire il concetto che non ci sono zone dove la legalità è temporaneamente sospesa solamente perché le azioni criminali sono commesse in occasione di un incontro di calcio”.

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