Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca

Scontro Latina Ambiente-Comune, Stefanelli: “Privatizzare società miste”

L'assessore provinciale all'Ambiente interviene sulla vicenda del momento: "Il tempo delle società miste è giunto al termine. Bisogna procedere a una privatizzazione dei servizi pubblici"

Lo scontro tra Latina Ambiente e Comune, scoppiato dopo la decisione di quest’ultimo di affidare a dei tecnici esterni delle verifiche sui bilanci della società dei rifiuti, non poteva non avere delle ripercussioni su tutto il mondo politico locale.

Oggi ad intervenire è l’assessore all’Ambiente della Provincia di Latina, Gerardo Stefanelli. “Quanto sta accadendo per la Latina Ambiente è la prova che il tempo delle società miste è giunto al termine. Bisogna procedere a una privatizzazione completa dei servizi pubblici. È l’unica strada per tutelare realmente gli interessi dei cittadini e offrire servizi migliori”.

È il sistema che non ha funzionato -commenta Stefanelli -. L’azzeramento della parte pubblica nel Consiglio di amministrazione di Latina Ambiente può voler dire solo due cose. O chi doveva tutelare gli interessi dei cittadini non disponeva dell’autorità o delle competenze per accedere alle informazioni della società ed elaborarle. In questo caso bene hanno fatto gli assessori e consiglieri comunali del mio partito a chiedere che i prossimi rappresentanti della parte pubblica vengano scelti esclusivamente tra professionisti dalla comprovata esperienza nel settore. Oppure, pur avendo capacità e autorità, i consiglieri di amministrazione di parte pubblica non erano strutturalmente in grado di tutelare un interesse diverso da quello societario”.

“Sedere come parte pubblica nel Consiglio di amministrazione crea di fatto un conflitto, ovvero quello di essere al contempo controllore e controllato. È evidente ed è da qui che prendono forma i miei dubbi sull’utilità delle società miste, mentre ritengo che debba esserci una chiara separazione dei ruoli: da un lato il privato che ha il compito di gestire il servizio e dall’altra il pubblico che deve svolgere la propria azione di controllo sulla qualità del servizio e sul prezzo più favorevole senza alcun tipo di commistione”.

“Ecco, allora, - spiega Stefanelli – che la soluzione è la strada della privatizzazione. Una strada che ci viene indicata anche da un recente studio della banca d’Italia. Nell’indagine si dice chiaramente che una vera privatizzazione dei servizi pubblici locali comporterebbe in pochi anni un aumento del Pil di più dell’11 per cento e una crescita dell’occupazione dell’8 per cento, degli investimenti del 18 per cento e dei salari del 12 per cento. Non parliamo, quindi, solo di maggiori tutele per i cittadini, ma anche – conclude Stefanelli – di maggiore ricchezza economica e occupazionale che si riverserebbe prima di tutto sul territorio”.

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