Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca Borgo Sabotino

“Scorie in libertà” di Gianfranco Pannone al Festival Cinemambiente

La pellicola, che lo stesso regista pontino definisce un film-diario e racconta la storia della centrale nucleare di Borgo Sabotino, sarà presentato sabato 2 giugno a Tornino

“Scorie in libertà”, che vede dietro la macchina da presa Gianfranco Pannone, sarà presentato a Torino in concorso nella sezione documentari internazionali il 2 giugno alla XV edizione del Festival Cinemambiente.

La pellicola racconta la storia della centrale nucleare di Borgo Sabotino e indaga sulla verità che ruota attorno al reattore di Latina, città dove il regista è nato e cresciuto.

A Borgo Sabotino nel 1963, in pieno boom economico, fu attivata una centrale nucleare su progetto inglese, allora la più grande d'Europa. La pellicola arriva così a ventiquattro anni dal referendum del 1987 che sancì la fine del nucleare in Italia e si pone l’obiettivo di affrontare le tante questioni che vanno dal piano nucleare nazionale al referendum del 2011, dallo scenario politico che ha caratterizzato le vicende del nucleare italiano fino all'incidenza sul territorio pontino di tumori alla tiroide. E non solo, lo sguardo sarà puntato anche sulla presenza di un poligono di tiro a due passi dal reattore, sui cosiddetti ''pesci cinesi'', cefali deformi nati nel canale di scolo della vecchia centrale nucleare, chiamati così dai pescatori locali che li descrivono come "panciuti e deformi come dei piccoli Buddha", e sulle case costruite a 600 metri dal reattore.

E poi, sempre a due passi dal reattore di Borgo Sabotino, un secondo piccolo impianto nucleare mai andato in funzione: il Cirene, reattore sperimentale e militare, di costruzione tutta italiana, che negli anni Ottanta avrebbe dovuto sancire l'autonomia nucleare del Paese.

Un "film-diario", come lo definisce lo stesso Pannone che racconta la storia del nucleare a Latina insieme con un amico ambientalista.

"Erano in molti a non volerlo, specie prima della tragedia di Fukushima, quando stava per partire l'accordo sul nucleare tra Francia e Italia - spiega Pannone - L'ho voluto chiudere con tutte le mie forze e grazie al prezioso aiuto di poche persone care. Uno sforzo che oggi mi rende orgoglioso e che spero venga apprezzato, anche perché la vicenda del nucleare da noi non si è affatto conclusa".

Il documentario, prodotto da Effetto Notte, in associazione con Blue Film e First Life e con il patrocinio di Legambiente, ripercorre la storia "del nostro nucleare, che non esito a definire di odio e amore; fatta di entusiasmi, rinunce, battaglie ideali, colpi bassi, ritorni inattesi, unica in Europa; e che nel film, pur svolgendosi in un microcosmo, quello di Latina, ho provato anche a raccontarla inserendola in un affaire internazionale tuttora poco indagato, quello dell'autonomia energetica italiana", aggiunge Pannone.

Il documentario sarà distribuito dall'Ucca, Unione circoli cinematografici dell'Arci.

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