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Lunedì, 26 Settembre 2022
Il caso

Scuola, la situazione dopo una settimana: graduatorie piene ma cattedre scoperte

La denuncia del sindacato Gilda insegnanti: "Non funziona il sistema di reclutamento dei docenti"

Sono riprese da una settimana le lezioni a scuola ma in una situazione caotica già denunciata nei mesi scorsi dalla Gilda insegnanti e tutt'altro che risolta, dal punto di vista del numero dei docenti rispetto alle cattedre. "Si continua a dire ovunque che mancano i docenti, - spiega la coordinatrice Patrizia Giovannini - ma il vero problema è nel sistema di reclutamento degli stessi, sia per il ruolo che per le supplenze. Gli insegnanti ci sono, le graduatorie sono ancora più piene che negli anni scorsi eppure, a causa di questo sistema, non si riescono ancora a coprire tutte le cattedre disponibili".

Un "flop" secondo il sindacato, dovuto alla "cattiva organizzazione dei concorsi". "Basti pensare che dal 2020 ad oggi - sottolinea ancora la Giovannini - ne sono stati banditi 5, ma non si sono ancora conclusi e molte graduatorie ancora devono essere compilate. Questi ritardi dipendono dalle continue defezioni delle commissioni d’esame, dagli errori registrati negli scritti del concorso bandito nel 2020 e da un concorso straordinario bis che si sta ancora svolgendo quando si sarebbe dovuto concludere entro il 31 agosto. Pertanto, a fronte di questo stallo i ruoli sono stati assegnati a poco più della metà del contingente previsto. Solo nel Lazio, su oltre 9mila posti autorizzati ne sono stati finora assegnati tra i 5 e i 6mila". Non va meglio per il reclutamento dei supplenti: "Il sistema informatizzato - continua a spiegare la sindacalista - non ha rispettato i diritti di graduatoria dei docenti plurititolati con anni di esperienza, né le indicazioni previste nell’ordinanza ministeriale e nelle istruzioni operative ad essa correlate. Non sono stati pubblicati per tempo i quadri delle disponibilità e quelli pubblicati si sono spesso rivelati inesatti, col risultato che molti docenti hanno dovuto presentare domanda alla cieca o per posti inesistenti. Sarebbe bastato raccogliere tutte le informazioni sui posti vacanti lasciati liberi dai concorsi e quindi intervenuti successivamente al primo settembre; solo allora, dopo il 6 settembre e comunque prima dell’inizio delle lezioni, avrebbe avuto senso pubblicare le convocazioni per l’attribuzione delle cattedre".

Altro nodo irrisolto è quello delle graduatorie provinciali, su cui l'ufficio scolastico sta ancora lavorando. "Alla luce di tutte queste falle - conclude la Giovannini - è evidente come il ministero non abbia assolutamente considerato l’importanza della continuità didattica per gli alunni. In questo quadro infatti aumentano le supplenze brevi e saltuarie con continui cambi di insegnanti: un problema diventato ormai cronico, che va a discapito dei diritti degli insegnanti e soprattutto dei diritti degli studenti. Pertanto, ci vedremo costretti a continuare ad appoggiare azioni di tutela giuridica verso tutti coloro che sono stati lesi".

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