Cronaca

Scuola ancora in protesta, prosegue la mobilitazione degli studenti

Altra settimana importante per la scuola in vista dello sciopero generale del 24 novembre; tra occupazioni, assemblee e attività varie prosegue la protesta. Zuliani: "Studenti responsabili"

Dopo l’intensa settimana passata ad occupare gli istituti e conclusa con la grande manifestazione di sabato 17 novembre, tra assemblee, occupazioni e forme di proteste varie gli studenti del capoluogo continuano la loro battaglia in difesa della loro scuola e del loro diritto allo studio.

Un’altra settimana importante, quindi, vissuta in vista dello sciopero generale del 24 novembre prossimo che vedrà ancora loro protagonisti.

Anche chi dopo il corteo di sabato ha deciso di chiudere l’occupazione, come i ragazzi del Grassi e del Majorana, non si è fermato e non esclude di tornare a forme estreme, anche se pacifiche - come è stato fino ad ora -, di protesta, così come anche l’Einaudi e il Mattei. Intanto stamattina gli studenti del Classico si sono riuniti in assemblea per decidere il da farsi, dopo essere stati insieme a Marconi e Manzoni, tra gli istituti che hanno continuato l’occupazione anche sabato e domenica.

Rimangono fermi sulle loro posizioni gli studenti del Manzoni che hanno deciso di proseguire con l’occupazione fino a sabato 24 novembre, appoggiati anche dai docenti.

“Continuano le iniziative di mobilitazione all’interno del Liceo “Manzoni” di Latina. I docenti fin dal 25 ottobre hanno attuato un’azione di protesta autosospendendosi da tutte le attività non obbligatorie, quali i ruoli di coordinamento, funzioni strumentali, visite e viaggi d’istruzione – si legge in una nota -. Gli studenti dopo due giorni di occupazione e la partecipazione alla manifestazione unitaria di sabato 17 novembre, hanno assunto oggi la decisione di continuare lo stato di mobilitazione all’interno dell’ istituto. Le ragioni di tale protesta corale e condivisa dalle varie componenti del mondo della scuola ha come oggetto non tanto e non soltanto aspetti relativi a singoli provvedimenti, ma le politiche scolastiche complessive che continuano a mortificare la professionalità dei docenti, a ledere il diritto all’apprendimento degli studenti e minare il fondamentale ruolo della scuola pubblica come Istituzione educativa e formativa".

Sul tema è intervenuta anche la consigliera del Pd, Nicoletta Zuliani che, come docente del Manzoni, sta partecipando alla mobilitazione cogestita dei ragazzi.

“Come insegnante e come politica voglio esprimere il mio pieno sostegno agli studenti impegnati nelle occupazioni di questi giorni. Studenti fortemente responsabili e molto sensibili alle problematiche non solo proprie, ma anche degli insegnanti e degli studenti del futuro” ha dichiarato.

"Il ventunesimo secolo ha inaugurato un nuovo paradigma di lotta: quella del co-interesse. Le occupazioni delle scuole non sono più l'emblema dello scontro sociale o generazionale o di classe. Si lotta sostenendosi vicendevolmente. Questa reciprocità nasce dalla consapevolezza che la scuola, in questo caso, è ‘casa comune’. La stampa nazionale non ci da grande rilievo, ma questo nuovo modo di far sentire la propria voce è il vero cambiamento."

“È giusto che i partiti non intervengano – spiega la Zuliani – perché nessuno ascriva a sé questa protesta”. "I ragazzi sanno che le scuole, i laboratori, le attrezzature non devono essere rovinati, perché gli appartengono, e non ci sono risorse per risistemarli. Dalla loro parte - commenta ancora la consigliera - hanno una generazione di genitori che capiscono, di insegnanti che li sostengono, e di dirigenti scolastici che non sono in contrapposizione generazionale: siamo tutti abitanti della stessa casa. Sta venendo in evidenza una vera comunità educante".

“Spero che questa loro lotta responsabile arrivi al ministro Profumo – conclude la Zuliani –; credo che sia ora di smetterla di dare voce alle azioni violente perché sensazionali. Sarebbe invece l’ora della ribalta mediatica per queste proteste responsabili”.

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