Scuole paritarie, quale futuro? Conferenza stampa infuocata in Comune

L'incontro con il sindaco Coletta e l'assessore Di Muro sulla questione delle scuole paritarie. Annunciato il tavolo tecnico per il 2 gennaio; non sono mancati momenti di tensione, polemiche, duri confronti nel corso della conferenza

“Fare il punto della situazione, chiarendone i passaggi fondamentali, e cercare poi di trovare una possibile ulteriore linea condivisa per la ricerca di un’eventuale soluzione”: questo l’obiettivo con cui è stata convocata per oggi pomeriggio in Comune a Latina la conferenza stampa con al centro la questione delle scuole paritarie gestite dalle congregazioni religiose. Conferenza in cui non sono mancati momenti di tensione, con urla e un duro confronto tra il primo cittadino e l’opposizione, in particolare il consigliere comunale del Pd, Massimiliano Carnevale. 

I tre punti di vista  

“Mi spiace che per qualche giorno sia trapelata una verità che non è quella, con colpe che sono state addossate all’Amministrazione partendo da un presupposto sbagliato” ha detto il sindaco Damiano Coletta in apertura di conferenza. “Tre sono i piani su cui vogliamo ragionare per poter chiarire la vicenda - ha poi proseguito il primo cittadino -: morale, oggettivo e politico. Quello morale è legato appunto al presupposto sbagliato, vale a dire quello di credere che questa Amministrazione abbia avuto la sottostante intenzione di non fare abbastanza, perché non si è tenuta nella giusta considerazione una realtà così importante che fa parte della storia di questa città”. 

I passaggi illustrati dall'assessore

E’ stata poi l’assessore all’Istruzione Antonella Di Muro ad illustrare tutti i passaggi che hanno portato alla tanto contestata delibera e i cambiamenti che ci sono stati nell’ultimo anno dal punto di vista legislativo. “E’ singolare che stiamo qui a parlare di convenzioni scadute nel 1999, che avevano durata un anno e che venivano tacitamente rinnovate di anno in anno, quando c’è una legge, la 724 del ’94, che non consente più il tacito rinnovo. E’ evidente - ha detto l’assessore Di Muro durante la conferenza stampa - che le congregazioni dal 1999 ad oggi hanno svolto il servizio educativo in assenza di un valido titolo giuridico. Per questa ragione, partendo dal presupposto che nessuno di noi vuole cacciare le suore, è stata fatta una delibera, con un indirizzo molto chiaro nelle more degli uffici competenti che si sarebbero occupati della questione, e subito dopo è stata pubblicata una determina, come atto dovuto perché quelle convenzioni non avevano più validità e andavano disdette. Questi due atti non possono essere annullati, perché non sono questi che dettano le scadenze, ma le detta il Ministero”.

Il passo successivo, ha proseguito l’assessore, mentre l'“avvocatura del Comune ha lavorato grazie anche alla disponibilità e alla mediazione dei legali della Curia”, è stato l’invio di una nota alle scuole con le tre soluzioni proposte: la trasformazione delle scuole paritarie comunali in scuole paritarie religiose, percorso in cui l’Amministrazione interverrebbe con la concessione in comodato gratuito delle strutture oltre che con un contributo economico da determinare di concerto con le congregazioni stesse; la partecipazione a un bando di gara pubblico; e l’ulteriore possibilità di inserire nel bando pubblico la clausola sociale per l’impiego del personale religioso attualmente presente nelle strutture, assunto direttamente dal soggetto gestore. 

“Proposte - ha commentato l’assessore - che ritenevamo una possibilità importante, ma che non sono state invece condivise da alcune delle scuole. Oggi, è arrivata la comunicazione dalla congregazione che gestisce la comunale di Podgora che ci ha detto di non essere disponibile ad accettare le soluzioni prospettate, come ha fatto anche quella di San Marco. Stiamo attendendo le risposte delle altre congregazioni”. 

“Questa è la situazione ad oggi - ha poi concluso Antonella Di Muro -. Continuiamo a confrontarci su questo tema, tenendo a precisare che il servizio continuerà mentre sono al vaglio altre soluzioni che vogliamo valutare insieme”.

Il tavolo del 2 gennaio

“Il compito della politica - ha detto poi il primo cittadino - è quello di trovare soluzioni che siano compatibili con la legge. Un errore abbiamo commesso: avremmo dovuto coinvolgere tutte le forze, anche quelle dell’opposizione, quando ci siamo resi conto che la situazione era diventata così complessa anche perché così si poteva condividere le responsabilità e la ricerca di una soluzione”.  “Ma - ha poi spiegato Coletta - la cosa che mi è dispiaciuta è che mi sembra che una scelta, dalle suore, sia stata già stata fatta da tempo”. 

Intanto per il 2 gennaio è stato convocato il tavolo tecnico al quale sono stati invitati i capigruppo consiliari, le direttrici delle scuole, una rappresentanza dei genitori dei bambini e Don Andrea, parroco della cattedrale San Marco. “Il Tavolo - spiega il Comune - avrà il compito di accogliere e valutare eventuali proposte che dovessero pervenire da qualunque parte in causa e utili alla risoluzione della problematica, fermo restando la garanzia dell’erogazione del servizio nei tempi previsti”.

Dura l’opposizione da parte del consigliere Carnevale che si è detto “amareggiato” dalle parole del sindaco nel corso della conferenza stampa. I toni si sono subito alzati terminando con uno scontro tra il consigliere e il primo cittadino, tra le urla dei presenti nella Sala De Pasquale del Comune. Il consigliere Martella ha poi annunciato che nel corso del tavolo del 2 gennaio verrà presentata una nuova proposta. “Questa partita la voglio vincere anche io - ha concluso poi il sindaco Coletta -. Ma non la possiamo vincere se si gioca a pallone facendo gol con le mani, eludendo la legge”.    

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