Cronaca

Sentenza Don’t Touch, sindaco Coletta: “Grazie ad Inquirenti e Magistratura”

Dopo la sentenza per il processo Don't Touch che si è concluso venerdì scorso con 9 condanne per oltre 41 anni di carcere, il primo cittadino ha voluto ringraziare Inquirenti e Magistratura: "E' un segnale forte da parte dello Stato"

Grazie! Grazie per il lavoro intenso, mirato degli Inquirenti e della Magistratura”

Queste le parole del sindaco di Latina Damiano Coletta dopo la sentenza nell’ambito del processo Don’t Touch che lo scorso venerdì si è concluso al tribunale di Latina a soli 8 mesi dalla brillante operazione della Squadra Mobile che ad ottobre del 2015 aveva arrestato 24 persone. Nove le condanne per 41 anni e mezzo di reclusione. 

“La sentenza del processo Don’t touch è un segnale forte da parte dello Stato, delle sue donne e dei suoi uomini - ha commentato Coletta in una nota -. Un segnale che Latina ha già raccolto e continuerà a fare suo attraverso un’amministrazione che avrà nel rispetto delle regole il suo filo conduttore, imprescindibile, il valore che guiderà l’azione di ogni suo singolo componente.

Da parte degli Inquirenti e della Magistratura è venuta l’indicazione di una strada nuova, che rompe un muro di indifferenza, quando non di vera e propria omertà. Il lavoro dei rappresentanti dello Stato ha reso giustizia ad una città offesa, spogliata di tutto, concedendole un’opportunità di rivalsa che i cittadini di Latina hanno prontamente colto con il voto del 5 giugno, prima, e del 19 giugno, poi. 

Il rispetto delle regole, il ritorno alla legalità - prosegue il neo primo cittadino - sono stati al centro del programma e successivamente della campagna elettorale di Latina Bene Comune, lo saranno se possibile con maggiore forza dell’amministrazione che i cittadini hanno scelto con chiarezza, affidando al voto la speranza di una rinascita civile, che è poi anche politica, economica e sociale”.

“Grazie! Se oggi Latina ha un’occasione di riscatto, se oggi Latina ha l’opportunità di ripartire, se oggi Latina può guardare a un futuro da costruire con il lavoro, il rispetto della legalità, la riscoperta di valori che sembravano ormai perduti, fagocitati da chi si è sentito padrone della città e ha agito nella presunzione dell’immunità costruita con la violenza del quotidiano, lo si deve al coraggio di queste donne e di questi uomini. 

Il loro esempio - conclude Coletta - deve fare da faro al lavoro della nuova Amministrazione, il loro coraggio dovrà essere il nostro coraggio, la loro risposta dovrà essere la nostra risposta perché Latina possa finalmente rinascere, tornare a declinare la propria azione al futuro”. 

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