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Domenica, 28 Novembre 2021
Cronaca Aprilia

Sequestro da 11 milioni ad un imprenditore, operazione della finanza tra Nettuno e Aprilia

L'attività delle fiamme gialle scattata questa mattina; sequestrati beni mobili ed immobili al 46enne "più volte inquisito e condannato per vari reati che spaziano dalla bancarotta fraudolenta al traffico di stupefacenti passando per la frode fiscale"

Maxi sequestro di beni da 11 milioni di euro tra Nettuno ed Aprilia nei confronti dell'imprenditore di 46 anni di Nettuno Fernando Mancini “più volte inquisito e condannato per vari reati che spaziano dalla bancarotta fraudolenta al traffico di stupefacenti passando per la frode fiscale”. 

L’operazione è scattata questa mattina all’alba; a lavoro la guardia di finanza del comando provinciale di Roma con il supporto di un velivolo della Sezione Aerea di Pratica di Mare. 

Il provvedimento è stato emesso, ai sensi della normativa antimafia, dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Roma a seguito degli accertamenti economico-patrimoniali svolti dalle fiamme gialle di Nettuno, sotto il coordinamento della Procura di Velletri, che hanno evidenziato “la notevole sproporzione tra l’immenso patrimonio nella disponibilità del pregiudicato ed i redditi dichiarati”. 

Nel corso dell'operazione sono stati sequestrati 3 autoveicoli, 19 conti bancari, quote di maggioranza di 12 società, un lussuoso stabilimento balneare, una rivendita di sigarette e ben 109 unità immobiliari, tra cui una stupenda villa di circa 400 metri quadrati con piscina, 38 appartamenti, 44 magazzini/garage, 8 capannoni industriali e 18 terreni. 

Il provvedimento scaturisce dalle indagini delle fiamme gialle della compagnia di Nettuno che hanno preso avvio dall’operazione ‘Domus Area’, nel corso della quale , spiegano dalla guardia di finanza del comando provinciale di Roma, è emersa la figura dell'imprenditore "tra i protagonisti di un sodalizio criminoso costituto da 13 persone, dedito ad ingenti truffe ai danni di imprese ed all’evasione fiscale per importi rilevanti, i cui proventi erano reinvestiti in imprese edilizie ed attività turistiche che venivano intestate artificiosamente a società costituite ad hoc ed a ‘teste di legno’”. 

I PARTICOLARI DELL’OPERAZIONE SU ROMATODAY

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