Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca

Sequestro per un imprenditore, sotto chiave beni frutto di anni di attività illecite

L'operazione della Divisione Anticrimine nei confronti di un "ex pregiudicato" locale; sequestrato patrimonio per 1 milione di euro, sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati e considerato risultato di attività illecite

Due ville con piscina nella zona del Piccarello, tre auto, un motorino e conti correnti: questo parte di quanto sequestrato questa mattina dalla polizia a Pietro Paolo Feola, imprenditore di 48 anni, volto noto della cronaca locale perché legato in passato agli ambienti della malavita pontina.

GLI ACCERTAMENTI - Come spiegato questa mattina durante una conferenza stampa tenuta dalla dirigente della Divisione Anticrimine Annabella Cristoforo, al sequestro preventivo di oggi si è arrivati al termine di una serie di accertamenti che hanno permesso di dimostrare come il tenore di vita di Feola è stato sempre molto alto con tanto di viaggi all’estero - da Madrid a Miami e la Grand Cayman, con tanto di Capodanno festeggiato a  New York e soggiorno su nave da crociera -, ville e sfarzo. Particolari che insieme all’analisi di tutte le disponibilità del 48enne, decisamente sproporzionate rispetto ai redditi dichiarati, hanno portato a presumere che tutti i suoi beni possano essere il risultato di attività illecite ovvero ne costituiscano il reimpiego. Da qui la richiesta da parte degli  investigatori della sola misura patrimoniale.

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IL PASSATO DI FEOLA - Una carriere delinquenziale, quella di Feola ricostruita questa mattina durante la conferenza stampa, iniziata negli anni ’90 quando venne arrestato per tentato omicidio, tentato sequestro di persona, rapina aggravata per aver aggredito e accoltellato, insieme ad un tunisino, il proprietario di un locale pubblico per strappargli la catenina che aveva al collo.

Proprio negli anni ’90 il 48enne ha fatto parte di uno dei due gruppi criminali all’epoca contrapposti nella lotta per l’acquisizione di una posizione di predominanza nell’ambito della locale criminalità organizzata dedita alla commissione di reati contro il patrimonio e il traffico di stupefacenti che portò al conflitto a fuoco avvenuto in cui nel gennaio del 1993 rimase ucciso Giancarlo De Bellis. Due anni dopo fu arrestato per una rapina in una gioielleria e quello successivo fu sottoposto, per tre anni, alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel comune di Latina. Sempre nel 1996 fu condannato a 4 anni per la rapina a Modena. Negli anni successivi fu arrestato per detenzione e traffico di stupefacenti, rapina, usura, estorsione e si accompagnava con il noto pluripregiudicato Alessandro Radicioli, poi ucciso in un agguato in Sezze due anni fa. Nel 1999 la Corte di Cassazione emise a suo carico sentenza di conferma della condanna in appello del Tribunale di Bologna per una rapina  effettuata in quella città, in concorso con gli altri pregiudicati, che fruttò un bottino di 250milioni di lire in gioielli e di 92 milioni in assegni e contanti.

Non solo, ma nel 2004 è stato denunciato dal Corpo Forestale dello Stato di Latina per aver realizzato su terreno agricolo un basamento in cemento armato e blocchetti delle dimensioni di 261 metri quadrati. Sigilli apposti alla struttura reiteratamente violati dal 48enne fino alla realizzazione di una lussuosa villa con piscina. Per le continue violazioni il Nipaf eseguiva anche un ordine di custodia cautelare in regime di arresti domiciliari.

IL VIDEO DEL SEQUESTRO

IL SEQUESTRO -  Gli agenti questa mattina hanno posto sotto sequestro il complesso mobiliare,  immobiliare e finanziario di Feola per un valore di circa 1 milione di euro. I sigilli sono scattati ad un terreno di oltre 8000 metri quadri su cui, tra il 2004 e il 2005, sono costruite due ville e una piscina, 3 autovetture, 1 motociclio, 5 conti correnti, 4  libretti postali, 3 polizze pegno, 2 carte post pay, e la sua impresa individuale . “Il Collegio penale - spiegano gli investigatori - che ha disposto il sequestro ha fissato la discussione in camera di consiglio della misura patrimoniale per la prossima primavera”.

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