Lavori al castello di Gianola a Formia, il Riesame conferma il sequestro

Respinto il ricorso presentato dal proprietario dell'immobile. Il sequestro lo scorso dicembre dopo un esposto del sindaco Sandro Bartolomeo: "La speranza è che la vicenda possa concludersi con un recupero integrale del sito"

Castello di Gianola (fonte foto pagina Facebook Comune di Formia)

Confermato dal tribunale del Riesame il sequestro del castello di Gianola a Formia. I giudici hanno infatti respinto il ricorso presentato dal proprietario dell’immobile e permangono i sigilli apposti lo scorso dicembre da Carabinieri e Corpo Forestale dello Stato, intervenuti sul sito con il personale dell’Ufficio Tecnico comunale in esecuzione di un mandato della Procura di Cassino.

La notizia è stata data dal Comune di Formia. “I giudici del Riesame - si legge in una nota - hanno ritenuto valide le motivazioni alla base del provvedimento di sequestro confermando l’impianto dell’indagine nata dall’esposto del sindaco di Formia Sandro Bartolomeo, insospettito dalla portata dei lavori in corso presso l’immobile posto all’interno del Parco Regionale di Gianola, sito di importanza comunitaria sottoposto a protezione speciale, inserito nel Piano di Bacino e contraddistinto al suo interno da importanti presenze archeologiche. 

Un’area che, non a caso, il vigente piano regolatore comunale individua come zona di massima tutela”.

Nel corso del blitz dello scorso dicembre Carabinieri e Forestale avevano constatato lo stato di alterazione dei luoghi che coinvolgeva l’intera collina, fin sopra la scogliera, con “modifiche alla macchia mediterranea, movimenti di terra ed interventi edilizi realizzati – questa la base dell’esposto presentato dal primo cittadino – senza alcun permesso a costruire da parte del Comune, né i necessari provvedimenti autorizzativi imposti dalla normativa presso i vari Enti competenti”.

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“La decisione del Riesame – commenta il primo cittadino Bartolomeo – pone un primo importante punto su questa allarmante vicenda. L’integrale modifica dello stato dei luoghi e l’aumento delle cubature in un luogo così delicato sotto il profilo paesaggistico, naturale, storico e archeologico sono fatti che destano non poco sconcerto. Ringrazio i Carabinieri e gli agenti operanti del Corpo Forestale per l’impegno e la professionalità dimostrati. La speranza è che la vicenda possa concludersi con un recupero integrale del sito”. 

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