Cronaca San Felice Circeo

Sequestrato e legato per tutta la notte, paura per un commerciante ambulante

L'uomo rinchiuso in un'abitazione e legato alla sedia per tutta la notte da un gruppo di extracomunitari suoi connazionali per un presunto debito di 6mila euro. Presi tutti e otto i sequestratori tra San Felic e Terracina

E’ stato rinchiuso e legato ad una sedia per tutta la notte per un presunto debito di 6mila euro: momenti di paura sono stati vissuti da un commerciante ambulante extracomunitario di 38 anni per mano di un gruppo di 8 connazionali tra i 19 e i 51 anni, 3 dei quali arrestati in flagranza di reato - uno è di Terracina, uno di Roma e uno del Circeo - e cinque sottoposti a fermo di polizia giudiziaria - due sono di San Felice, uno di Terracina e l’ultimo di Mantova.

L’operazione è dei carabinieri della stazione di San Felice Circeo e del Norm della compagnia di Terracina, intervenuti in seguito alle urla di alcuni residenti della località Fontana Copella al Circeo che li hanno insospettiti.

All’interno di un’abitazione hanno così trovato il commerciante di 38 anni trattenuto con la forza dalla sera prima e legato ad una sedia dagli otto connazionali che già conosceva. Liberato l’uomo ha raccontato quanto accaduto ai militari, fornendo anche qualche particolare utile all’identificazione dei sequestratori, tre dei quali sorpresi all’interno dell’edificio e arrestati in flagranza di reato. Altri due sono stati fermati poco dopo a San Felice Circeo, mentre gli ultimi tre, al termine di indagini lampo sono stati trovati a Terracina mentre cercavano di tentare la fuga a bordo di un furgone.

Secondo il racconto della vittima, alla base del sequestro ci sarebbe stata la somma di 6mila euro che i carcerieri volevano dal commerciante ambulante per la sua liberazione. “ Tale denaro - spiegano i carabinieri -, circa un anno prima, era stato consegnato all’ambulante dagli otto arrestati, affinché, tramite l’intermediazione di alcune agenzie abilitate, provvedesse a perfezionare la pratica per il rilascio della documentazione valida per il loro l’espatrio. L’istruttoria, tuttavia, non andava a buon fine, ingenerando il desiderio di rivalsa poi sfociato nella violenta pretesa di restituzione della somma.

Gli arrestati con l’accusa di sequestro di persona a scopo di estorsione, al termine delle formalità di rito sono stati tradotti nel carcere di Latina, mentre la vittima è stato sottoposto alle cure dei sanitari del pronto soccorso a causa delle percosse subite e delle lesioni riportate in corrispondenza dei punti in cui era rimasto legato per circa 20 ore (collo, polsi e caviglie), e giudicato guaribile con una prognosi di sette giorni.

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