Cronaca Ponza

Ponza, sequestrati beni per un milione e mezzo di euro all’ex sindaco

L'ex primo cittadino Pompeo Porzio era stato coinvolto nel settembre scorso nell'inchiesta per gli appalti pilotati. Il provvedimento arriva in seguito ad indagini patrimoniali e personali

Sequestro preventivo di beni per circa un milione e mezzo di euro nei confronti dell’ex sindaco di Ponza Pompeo Porzio.

Il provvedimento, emesso dal tribunale di Latina ed eseguito questa mattina presto dal personale della divisione anticrimine della Questura del capoluogo, arriva a qualche mese di distanza dallo scandalo di mazzette e appalti che aveva portato allo scioglimento del Consiglio e alla nomina di un commissario profettizio alla guida dell’Ente comunale.

Porzio era stato arrestato lo scorso 17 settembre insieme a tre assessori e tre imprenditori; per loro le accusa erano quelle di turbativa d’asta, abuso d’ufficio, falso  materiale e truffa commessa con lo scopo di ottenere finanziamenti pubblici.

Il provvedimento eseguito oggi affonda le proprie radici nella proposta di applicazione di misura di prevenzione patrimoniale avanzata dal Questore di Latina Alberto Intini lo scorso 16 aprile, nella quale veniva evidenziato come l’ex primo cittadino dell’isola pontina "avesse accumulato, grazie ai proventi illeciti della sua attività criminale,  beni per circa 1.500.000 di euro".

Ma non solo gli accertamenti effettuati hanno dimosotrato come a fronte di una dichiarazione dei redditi esigua, l'ex sindaco avesse un patrimonio di molto superiore; “le indagini patrimoniali – fanno sapere dalla Questura - hanno anche consentito di accertare che a fronte di un tenore di vita agiato, l’ex sindaco Porzio ha dichiarato redditi che, come mette in evidenza il provvedimento del Tribunale, ‘in qualche caso difficilmente avrebbero consentito la sopravvivenza ed il soddisfacimento dei bisogni primari’”.

Nell’ambito del provvedimento eseguito oggi sono stati sottoposti a sequestro preventivo un’abitazione in una delle più esclusive zone della Capitale, un’autovettura, motocicli,  le quote della società “ Santa Maria srl” attraverso cui gestiva, tra gli altri affari, un pontile d’ormeggio presso il porto di Ponza -  con annesso rimessaggio -  e un cospicuo numero di conti correnti e fondi di investimento.

“Le attività relative alle misure di prevenzione – concludono dalla Questura -, ora disciplinate  dal nuovo “Codice antimafia” la cui promulgazione risale all’ottobre 2011, ha consentito al questore di Latina di effettuare numerosi provvedimenti di sequestro e confisca dei beni, che dall’inizio dell’anno ammontano a circa 60 milioni di Euro, con l’obiettivo, attraverso concrete e penetranti attività,  di trasmettere alla popolazione pontina la percezione, oltre che di efficienza istituzionale, di viva e  compiuta legalità”.

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