Cronaca Aprilia

Servizio idrico integrato, critiche dopo la conferenza dei sindaci

La modifica della convenzione dell'Ato 4 non piace al centrosinistra di Aprilia: "Ignorato il referendum". Il comitato provinciale Acqua pubblica annuncia un esposto alla magistratura

Molte reazioni negative al voto con cui la conferenza dei sindaci dell’Ato 4 ha approvato le modifiche alla convenzione di gestione del servizio idrico integrato.
Dopo che venerdì mattina il sindaco di Aprilia, Domenico D’Alessio, aveva lasciato polemicamente la seduta dell’Autorità d’ambito territoriale, non mancano le critiche al pacchetto di delibere ratificate dai sindaci dell’Ato di Latina.

E c’è chi, come il comitato provinciale per l’acqua pubblica, è già pronto a presentare un nuovo esposto alla magistratura contro le decisioni assunte durante la conferenza dell’altro ieri.

“Un plauso a Cusani e ai soci privati di Acqualatina, - è il caustico e severo giudizio espresso dai partiti del centrosinistra di Aprilia in una nota congiunta firmata da Pd, Italia dei valori, Rifondazione comunista, Sinistra ecologia e libertà e Partito radicale - bravi a confondere per non decidere, che nel caso in questione significa non tener conto della volontà popolare, in barba alle più elementari regole di una democrazia sana”. Dito puntato contro la decisione della conferenza dei sindaci di non recepire l’esito del referendum dello scorso giugno sull’eliminazione della quota prevista nella tariffa idrica per la remunerazione del 7% del capitale investito dal gestore per migliorare il servizio.

“È nei moltissimi allegati all’ordine del giorno della conferenza dei sindaci - affermano ancora le segreterie dei partiti del centrosinistra apriliano - che si percepisce quanto è grave quello che si è deciso in quella sede. Pareri, note, considerazioni e ipotetiche ricostruzioni di norme giuridiche, per lo più sbagliate: tutto per confondere volontariamente le idee e non decidere sugli atti da adottare in esito ai risultati referendari del 12 e 13 giugno. Tutto si cita, ma non il più semplice dei concetti chiarito dalla Corte costituzionale con la sentenza 26/2011, quello secondo il quale - ricorda la nota - anche se si arrivasse all’eliminazione dell’adeguata remunerazione del capitale investito, la tariffa idrica conserva la natura di corrispettivo in grado di assicurare la copertura integrale di tutti i costi, conformemente a quanto richiesto dalla normativa europea”.

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