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Operazione 'Omnia 2', i titolari delle agenzie funebri al giudice: "Gestiva tutto il custode"

Gli interrogatori degli imprenditori finiti agli arresti domiciliari nell'ambito dell'indagine sulla gestione delle sepolture nel cimitero di Sezze

Sono proseguiti questa mattina presso il Tribunale di Latina gli interrogatori delle persone colpite da ordinanza di custodia cautelare nell’ambito dell’operazione ‘Omnia 2’ condotta dai carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale sulla gestione del cimitero di Sezze.

Il giudice per le indagini preliminari Giuseppe Cario, firmatario dell’ordinanza, ha ascoltato cinque persone che si trovano agli arresti domiciliari. L’unico ad avvalersi della facoltà di non rispondere è stato Gianluca Ciarlo mentre gli altri hanno risposto alle domande del magistrato e spiegato la propria posizione difendendosi dalle accuse  che a vario titolo sono corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, in concorso e continuato; induzione indebita a dare o promettere utilità; distruzione, soppressione o sottrazione di cadavere, in concorso e continuato; peculato continuato; concussione in concorso; tentativo di minaccia o violenza in concorso per costringere a commettere un reato; esecuzione di lavori in assenza del titolo abilitativo e in violazione del regolamento di polizia mortuaria.

In particolare i titolari delle agenzie funebri – Alfredo De Angelis assistito dall’avvocato Federico Savo, Gianni e Giusino Cerilli difesi dall’avvocato Italo Montini – hanno fornito una ricostruzione di come funzionava il sistema di gestione del cimitero setino spiegano di essere estranei essendo tutto affidato al custode Fausto Castaldi. Le ditte in pratica, hanno raccontato i fratelli Cerilli, pagavano la tumulazione ad Antonio Castaldi o più spesso al padre, una circostanza a supporto della quale hanno depositato regolari fatture a loro rilasciate. Sulla scelta del loculo l’accordo era diretto tra il cliente e lo stesso Castaldi. Nell’interrogatorio odierno Antonio Castaldi, assistito dagli avvocati Cesare Castaldi e Antonio Orlacchio, ha risposto alle domande del giudice.

Hanno tutti chiesto – tranne Ciarlo – la revoca degli arresti domiciliari, sulla quale il giudice si è riservato mandando al pm per il parere.

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