Giovedì, 18 Luglio 2024
Cronaca Sezze

Corruzione, soppressione di cadavere e peculato: slitta ancora il processo sul cimitero

Rinviata a novembre l'udienza per la mala gestione dell'ipogeo di Sezze. In tre hanno chiesto l'abbreviato, per gli altri 26 c'è una richiesta di rinvio a giudizio

Altri sei mesi di rinvio per il processo "Omnia 2" sulla gestione del cimitero di Sezze. Ieri il giudice per l'udienza preliminare del Tribunale di Latina Giuseppe Molfese ha fissato una nuova udienza per il 15 novembre prossimo quando il pubblico ministero Valerio De Luca dovrà reiterare le richieste già presentate peraltro a marzo dello scorso anno davanti al gup Giorgia Castriota, che successivamente è stata arrestata e si è resa necessaria quindi l'assegnazione a nuovo magistrato. In quella sede il pm aveva pronunciato la sua requisitoria formalizzando le richieste di condanne per i tre imputati che hanno scelto di essere giudicati con rito abbreviato e il rinvio a giudizio degli altri 26. Il rappresentante dell’accusa ha invocato una pena di 2 anni e otto mesi di reclusione per Fausto Perciballe, Andrea Redi e Alfredo De Angelis mentre per gli altri, accusati a vario titolo di corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, in concorso e continuato; induzione indebita a dare o promettere utilità; distruzione, soppressione o sottrazione di cadavere, in concorso e continuato; peculato continuato; concussione in concorso; tentativo di minaccia o violenza in concorso per costringere a commettere un reato; esecuzione di lavori in assenza del titolo abilitativo e in violazione del regolamento di polizia mortuaria, ha chiesto il rinvio a giudizio. Tra questi ci sono l’ex custode del cimitero setino Fausto Castaldi, il dipendente comunale Maurizio Panfilio, Antonio Castaldi, figlio di Fausto e titolare di un’impresa edile; i titolari delle agenzie funebri Gianni e Giusino Cerilli, Alfredo De Angelis, Fausto Perciballe, Gianluca Ciarlo; i marmisti Francesco e Antonio Fanella; l’ex consigliere comunale Antonio Piccolo, l’ex vice sindaco Antonio Di Prospero, Pino Reginaldi, il vigile urbano Paolo Rosella, l’ex comandante dei carabinieri di Sezze Mattia Benvenuto.  

Secondo quanto accertato dai carabinieri nell'indagine culminata nel 2021 con una serie di arresti il custode della struttura induceva i privati a versare somme di denaro per assicurare una sepoltura ai propri cari, avvalendosi del contributo determinante di un funzionario del Comune, deputato a emettere la prevista determina di assegnazione dei loculi o delle tombe, a sepoltura già realizzata. Sono inoltre emersi pagamenti di ingenti importi di denaro da parte di imprese interessate ad ottenere dal custode stesso la realizzazione di lavori edilizi e di decorazione delle tombe già spettanti a una società partecipata dal Comune, come anche sulle traslazioni delle salme che venivano mischiate ai resti di altre tombe, disposte sempre dal custode per consentire la costruzione di nuove tombe da cedere ai cittadini di Sezze.

Si torna in aula a novembre quando, dopo la requisitoria del pm, la parola passerà al collegio difensivo composto tra gli altri dagli avvocati Renato Archidiacono, Antonio Orlacchio, Dino Lucchetti, Giancarlo Vitelli, Italo Montini, Angelo Farau.

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