Cronaca

Picchiate e costrette a prostituirsi, sgominata banda di sfruttatori

La Mobile arresta un latitante, era appena sbarcato a Fiumicino. Spartivano il territorio: 200 euro a chi voleva prostituirsi nelle aree gestite dal gruppo

Una banda organizzata, specializzata nello sfruttamento della prostituzione è stata sgominata dagli agenti della squadra mobile, coordinati dal vicequestore Tommaso Niglio. In manette è finito anche Nica Stefan Liviu, alias “Libarca”, cittadino rumeno di 21 anni: l’ordinanza, richiesta dal sostituto procuratore Daria Monsurrò, è stata emessa dal giudice per le indagini preliminari Laura Matilde Campoli, per i reati di rapina, estorsione e sfruttamento della prostituzione commessi ai danni di alcune giovani rumene costrette a prostituirsi a Latina e Aprilia

Il 21enne, dopo l’emissione della misura cautelare a suo carico, nell’estate del 2011, era sfuggito alla cattura, facendo scattare le ricerche in ambito internazionale, mediante mandato di arresto europeo. Nica è stato rintracciato nel Regno Unito ed estradato in Italia dove la Mobile di Latina, in collaborazione con l’Interpol e l’Ufficio di Polizia Frontiera Aerea di Fiumicino, lo ha arrestato appena sbarcato per rientrare in Italia.

“Le indagini, condotte dalla II sezione della Squadra Mobile di Latina – spiegano dalla Questura - , hanno permesso di svelare la presenza, nel territorio di Latina e provincia, di un gruppo criminale di nazionalità rumena, composta da Nica ed altri due connazionali, Costantin Cornel, alias “Aramis” e Costantin Ionut, alias “Ravzan”, quest’ultimo al vertice del sodalizio, dediti in via permanente, mediante anche minacce e violenze fisiche, allo sfruttamento della prostituzione”. L’indagine è partita dal racconto di una delle ragazze sfruttate che ha deciso di denunciare i propri aguzzini.

Nel corso delle attività di polizia giudiziaria è stata documentata l’attività di sfruttamento  mediante l’intercettazione delle utenze, nonché con foto e video riprese. In un’occasione è stata anche accertata un’aggressione nei confronti di una delle ragazze costrette a prostituirsi, che ha riportato ecchimosi e lividi su parte del corpo. I soldi incassati dalle ragazze, somme che oscillano tra le 300 e 500 euro a serata, sarebbero finiti interamente nelle mani degli aguzzini.

Dalle indagine è emersa anche una vera e propria spartizione delle aree dove adescare i clienti, a fronte della richiesta  di circa 200 euro a settimana nei confronti di quelle prostitute che avessero voluto usufruire dei luoghi gestiti dal predetto gruppo delinquenziale. 

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