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Siccità, Coldiretti apre la "vertenza Lazio": confronto immediato con la Regione

L'associazione lancia l'allarme: la crisi idrica e le turnazioni per irrigare i campi hanno compromesso la qualità delle produzioni sottopagate sul mercato, tanto che i prezzi corrisposti non bastano nemmeno a coprire le spese.

Coldiretti apre la “vertenza Lazio” per i danni all’agricoltura causati dalla siccità e chiede un confronto immediato agli assessori regionali alle Infrastrutture, all’Ambiente e all’Agricoltura. Ma chiede conto anche del ruolo dei Consorzi di bonifica, dei contributi europei ai 1.250 giovani aspiranti imprenditori agricoli e dello stato delle attività di bonifica nella Valle del Sacco.

“Nelle campagne – spiega David Granieri, presidente Coldiretti Lazio – la pazienza è agli sgoccioli, proprio come l’acqua. La crisi idrica e le turnazioni per irrigare i campi hanno compromesso la qualità delle produzioni sottopagate sul mercato, tanto che i prezzi corrisposti non bastano nemmeno a coprire le spese. Chi ha acqua per irrigare coltivazioni, vigneti e uliveti è costretto a spese aggiuntive per approvvigionarsi di carburante o di energia elettrica per alimentare gli impianti irrigui. Chi irriga un giorno a settimana è rassegnato alla inevitabile perdita del raccolto. Ogni giorno il caldo e la mancanza di acqua bruciano migliaia di ettari seminati a mais, grano, ortaggi e frutta, azzerando ogni prospettiva di reddito e le speranze di recuperare i soldi spesi per le semine. Il riconoscimento della calamità dovrà garantire alle aziende il ristoro dei danni subiti o almeno agevolazioni fiscali, creditizie e l’abbattimento degli oneri contributivi”.

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“La vertenza interassessorile – aggiunge Aldo Mattia, direttore Coldiretti Lazio – deve segnare un punto di svolta nelle politiche su ambiente e agricoltura e favorire la concreta attivazione delle misure più volte annunciate dai tre assessori, ma mai entrate in vigore. La Regione, tramite i consorzi di bonifica, deve fronteggiare la drammaticità del momento con risposte adeguate alla gravità delle emergenze e – conclude – programmando le attività necessarie per mettere il sistema agricolo al riparo dagli effetti di nuove, probabili siccità”.

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