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Venerdì, 20 Maggio 2022
Cronaca

Smaltimento rifiuti, controlli in strutture sanitarie e ospedaliere: 6 denunce

L'operazione della guardia costiera di Gaeta insieme alla polizia provinciale tra Aprilia, Latina, Sabaudia, Terracina e Fondi. Il blitz in sette strutture; riscontrate diverse violazioni

Ancora un'operazione della guardia costiera di Gaeta, insieme alla polizia provinciale, in contrasto ai reati in materia di natura ambientale.

Sei in totale le persone denunciate al termine di un’approfondita indagine, su delega delle Procura di Latina, in strutture sanitarie e ospedaliere. Sotto la lente di ingrandimento degli inquirenti, ad Aprilia, Latina, Sabaudia, Terracina e Fondi, sette tra presidi ospedalieri, pubblici, convenzionati, fino ad includere anche centri privati diagnostici.

I controlli, come spiegano dalla guardia costiera, erano tesi ad accertare il rispetto della normativa sullo smaltimento dei reflui di natura domestica e industriale, della corretta gestione del ciclo dei rifiuti sanitari e del relativo stoccaggio, nonché del rispetto dei limiti delle emissioni in atmosfera, secondo i parametri tabellari riportati dal decreto legislativo 152/2006.

In cinque casi su sette, sono state rilevate violazioni al testo unico in materia ambientale riguardanti le emissioni in atmosfera non autorizzate in grado di generare fenomeni di inquinamento atmosferico. In altri tre, invece, è stato constatato che lo scarico dei reflui nella pubblica fognatura è risultato conforme alla normativa sugli scarichi domestici, ma non a quella sugli scarichi industriali, “fattispecie in cui ricadono per legge le strutture sanitarie e ospedaliere e comunque effettuato in costanza di autorizzazioni scadute” spiega la guardia costiera.

In due strutture sanitarie, poi, i militari e gli agenti della polizia provinciale, hanno accertato che i reflui prodotti dalle strutture, venivano immessi direttamente nella pubblica fognatura senza alcun trattamento di depurazione.

“Tale modus operandi - concludono dalla guardia costiera - ha comportato il superamento dei limiti tabellari riportati dal D.lgs 152/2006 e quindi il rischio concreto di compromettere l'ecosistema marino, che rimane il recettore finale di tutti gli impianti di depurazione. Oltre all'aspetto penale sono stati contestati anche delle sanzioni amministrative per il mantenimento non conforme alle normative dei registri di carico e scarico dei rifiuti”.

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