Spaccio nel centro storico a Fondi, scatta l'operazione "Appio Claudio"

Un'indagine avviata a marzo del 2016 e conclusa oggi con 9 arresti in carcere, 2 ai domiciliari e 4 obblighi di firma. Lo scambio di droga avveniva alla luce del sole, sotto gli occhi di commercianti e residenti della zona

La piazza di spaccio era il centro storico di Fondi, le vie dei negozi e dei locali. Il “mercato” era aperto tutto il giorno, davanti a tutti. E per definire il preciso quantitativo di droga che era necessario alla piazza, gli indagati al telefono avevano adottato un metodo che credevano sicuro: “stasera a cena siamo 10, 15 o 20?”, con i numeri che indicavano i grammi di stupefacente da ordinare.

I luoghi in cui invece gli spacciatori si approviggionavano dello stupefacente da smerciare erano quattro, tutti nelle campagne fondane, convenzionalmente noti come “kiwi” ad indicare via Fosso di Lenola, “ulivi” per via Fianca, “fontana” per la località campo Boario e “fiume” per via Goffa. 

L’operazione Appio Claudio, dal nome di una via del centro di Fondi, ha portato a 15 ordinanze di custodia cautelare, di cui 9 in carcere, 2 ai domiciliari e 4 con obbligo di firma. I provvedimenti sono stati emessi dal Gip del tribunale di Latina Pierpaolo Bortone su richiesta del sostituto procuratore Luigia Spinelli.

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L’indagine dei carabinieri della tenenza di Fondi, coordinata dai carabinieri della compagnia di Terracina, era cominciata a marzo del 2016. Preziose sono state le segnalazioni e il supporto arrivati da commercianti della zona, residenti e associazioni che non di rado avevano ritrovato anche siringhe abbandonate per strada. La droga più venduta era proprio l’eroina, che veniva acquistata e poi tagliata e confezionata nelle abitazioni di alcuni tossicodipendenti. Un attento monitoraggio dei soggetti che gravitavano nella zon, le indagini tecniche, le intercettazioni e i numerosi appostamenti dei carabinieri hanno poi portato a identificare gli spacciatori, definendone i precisi ruoli., le dinamiche di spaccio, i canali di approvvigionamento. Si tratta di due distinti gruppi, che opervano però in piena collaborazione tanto da fornirsi a vicenda lo stupefacente quando cominciava a scarseggiare.  Tra gli arresti effettuati oggi, uno è stato in flagranza di reato e ha portato al sequestro di 28 grammi di marijuana e di 6 grammi di metadone

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