Martedì, 19 Ottobre 2021
Cronaca

Protetta dalle telecamere prepara dosi di cocaina in casa, arrestata

Blitz dei carabinieri a Latina: i militari eludono la videosorveglianza posta sulla porta d'ingresso e irrompono nell'abitazione della spacciatrice intenta a confezionare stupefacente

Non sono servite ad evitarle le manette le telecamere di videosorveglianza che aveva posto all’ingresso della sua abitazione.

Nella serata di ieri una donna di 46 anni, R. D. R originaria di Cassino, è stata arrestata perché dedita allo spaccio di sostanza stupefacenti.

L’operazione dei carabinieri del Norm - aliquota operativa - è arrivata in seguito di una specifica attività info-investigativa, finalizzata a prevenire e reprimere il traffico di sostanze stupefacenti nel capoluogo. Il blitz è scattato alle 20 di ieri sera, quando i militari dopo essere riusciti ad eludere il controllo della donna effettuato per mezzo delle telecamere di videosorveglianza poste all’ingresso dell’abitazione, hanno fatto irruzione in casa della spacciatrice che è stata sorpresa proprio mentre era intenta a confezionare lo stupefacente.

Durante la perquisizione sono stati rinvenuti 14,2 grammi di cocaina già suddivisa in 23 dosi e la somma di 110 euro provento dello spaccio.

Nella stessa circostanza è stato anche denunciato in stato di libertà all’autorità giudiziaria, con l’accusa di favoreggiamento personale, un pregiudicato del posto - anche lui trovato all’interno dell’abitazione della donna in possesso di 0,6 grammi di cocaina - per aver cercato di sfuggire alle investigazioni dichiarando il falso.

Tutta la sostanza stupefacente ritrovata in casa della spacciatrice è stata sottoposta a sequestro dai carabinieri, mentre la donna è stata trasferita presso la casa circondariale Rebibbia di Roma. 

Già nel 2011 una delle sorelle della 46enne era finita in manette perché sorpresa con 37 dosi di cocaina pronte per la vendita e un anno prima una seconda sorella era stata tratta in arresto con 121 dosi della stessa sostanza da smerciare nel capoluogo.

Anche in queste due circostanze, i carabinieri del Nrom avevano dovuto eludere le telecamere di sorveglianze installate dalle due spacciatrici per rendere sicure le loro attività illecite.

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