Studenti Usa sulle orme dei rangers caduti a Cisterna

E’ stato il presidente dell’associazione “Il fronte a Cisterna”,  con indosso la divisa militare d’epoca, ad accogliere sabato la comitiva di universitari di Chicago

Studiare la storia nei luoghi in cui è avvenuta. E’ quello che stanno facendo gli studenti della Loyola University Chicago, attualmente in Italia presso il Campus John Felice di Roma guidati dal professore Philip R. O'Connor, Ph.D Proactive Strategies. In particolar modo, oggetto di studio di questi giorni, sono i luoghi interessati dallo sbarco di Anzio e i luoghi di battaglia delle truppe anglo-americane e che più hanno segnato le sorti della Seconda guerra mondiale.

Tra queste, immancabile è la visita a Isolabella, dove le colonne ancora oggi scavate dai proiettili della drammatica “Battaglia di Cisterna” sono un documento e al tempo stesso un monumento, quasi un sacrario, per gli americani. Lì, il 30 gennaio 1944, le truppe tedesche tesero un terribile agguato ai Rangers americani. Di 767 uomini del 1° e 3° Battaglione solo 6 riuscirono a scampare, tutti gli altri rimasero uccisi o fatti prigionieri.

Un evento ancora oggi molto sentito e studiato nella storia statunitense e per questo oggetto di “pellegrinaggio” nei luoghi che furono teatro di tale drammatica battaglia. E’ stato il presidente ed altri soci dell’associazione “Il fronte a Cisterna”,  con indosso la divisa militare d’epoca, ad accogliere sabato la comitiva di studenti statunitensi e, con l’ausilio di Carlo Perinelli, rievocare i fatti accaduti in questo solitamente tranquillo spazio nell’aperta campagna di Cisterna.

“Il professore Philip R. O'Connor - dice il presidente de “Il Fronte a Cisterna”, Stefano Solferini - è molto attento e preparato su questa importante vicenda storica che approfondisce con i suoi studenti, i quali si  sono dimostrati molto entusiasti ed emozionati di conoscere di persona i luoghi in cui si è svolto un capitolo importante della loro storia nazionale. Per rendere ancor più indimenticabile questa esperienza, come associazione abbiamo donato loro dei reperti ritrovati durante le nostre ricerche sul territorio”.

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