Giustizia, candidati pontini al fianco degli avvocati contro i tagli

Assemblea al teatro Cafaro organizzata dagli avvocati del tribunale per dire no alla chiusura delle sedi distaccate di Terracina e Gaeta. Con loro anche i candidati pontini alle elezioni

Massiccia mobilitazione oggi contro i tagli dei tribunali che vedono nella provincia pontina mettere a rischio le due sedi distaccate di Gaeta e Terracina. Mobilitazione che ha visto protagonisti non solo gli avvocati pontini, che si sono riuniti presso il teatro Cafaro, ma anche alcuni dei candidati della provincia di Latina alle elezioni regionali e politiche che hanno risposto all’appello lanciato dal presidente dell’ordine Giovanni Malinconico.

SESA AMICI E GIORGIO DE MARCHIS - “Nei principi contenuti nella legge delega di un governo che non era il nostro – ha ricordato Sesa Amici candidata alla cemra del Pd – siamo riusciti a salvare tutti i tribunali del Lazio evitando che anche quelli più piccoli fossero fagocitati da Roma. Sulle sedi distaccate non si è potuto agire considerati i criteri della legge delega dell’allora ministro Alfano, rimane il parere su una mozione del Partito democratico che pone l’attenzione sulle sezioni distaccate insulari e montane. Sul tema del volume eccessivo di cause per ogni giudice (a Latina sono fino a novanta al giorno per ogni magistrato nella sezione civile) – spiega la Amici – il Consiglio superiore della magistratura non ha ancora espresso il suo parere sulla valutazione del carico di lavoro e l’organico impiegato nei tribunali. Il Partito democratico è impegnato a vigilare presso il Csm affinché anche per il tribunale di Latina sia congrua la corrispondenza tra il volume di cause e l’organico. Certamente il problema potrebbe trovare una soluzione anche nella digitalizzazione dei dati e delle notifiche. Solo così la risposta per i cittadini sarà di una giustizia in tempi ragionevoli”. 

“Il completamento della cittadella giudiziaria – ha detto Giorgio De Marchis, candidao al Consiglio regionale sempre del Pd – è un’esigenza imprescindibile: la frammentazioni delle sedi giudiziarie peggiora una situazione già drammatica. Quella struttura va messa al più presto al servizio della città. La cittadella giudiziaria sarebbe la risposa concreta ai tagli comminati al sistema giudiziario potendo sfruttare più efficacemente le risorse che oggi vengono impiegate per il pagamento degli affitti. Il sistema giudiziario va difeso, e questo è uno dei nostri impegni”.

NICOLETTA ZULIANI - “Il presidente degli avvocati di Latina, Giovanni Malinconico, senza mezzi termini ha parlato di “giustizia negata”; un'affermazione grave ed allarmante - ha commentato la candidata del Pd alla Pisana, Nicoletta Zuliani -. Sono molte le aziende che inseriscono nelle clausole contrattuali con i fornitori la previsione che, in caso di contenzioso, è competente a giudicare un Tribunale diverso da quello di Latina; molte società hanno rinunciato ad investimenti, si sono trasferite o non considerano la provincia di Latina come un territorio ospitale, anche per la condizione di diffusa incertezza che noi offriamo. Le carenze del sistema giustizia e l'impossibilità di avere una decisione in tempi ragionevoli sono un motivo in più per favorire l'arrivo di imprese speculative con agganci criminali. Negli ultimi due anni c'è stato per il Tribunale di Latina un aumento di tutti i contenziosi di circa il 20% e la soppressione delle sedi distaccate, la carenza cronica nella pianta organica sia di Magistrati che di personale addetto, la scarsità di infrastrutture adeguate e le carenze di supporti e strumenti materiali, comporteranno un'ulteriore dilatazione dei tempi a discapito della parte produttiva sana e, in particolare, delle piccole e medie aziende, con l'acuirsi della situazione di disoccupazione o sottoccupazione, già a livelli allarmanti”.

ENRICO FORTE E CALUDIO MOSCARDELLI – “I tagli alle strutture giudiziarie della provincia di Latina rappresentano un atto grave e pericoloso  che rischia di indebolire la presenza dello Stato sul territorio e la lotta alla criminalità organizzata oltre che penalizzare ulteriormente i cittadini – hanno commentato Enrico Forte e Moscardelli candidati rispettivamente al Consiglio regionale e alla Camera per il Pd -. La soppressione delle sezioni staccate del Tribunale di Terracina e Gaeta e l’accorpamento dei Comuni di Castelforte, Formia, Gaeta, Itri, SS Cosma e Damiano, Minturno, Spigno Saturnia, Ponza e Ventotene alla circoscrizione di Cassino sono un messaggio tutt’altro che rassicuramente per l’amministrazione della giustizia sul nostro territorio. La zona compresa tra Terracina e Formia, è interessata da alta presenza di criminalità organizzata, come Latina del resto. La questione sarà sottoposta quanto prima – concludono - al partito e al gruppo al Senato e in particolare a Pietro Grasso perché ci sia un impegno a correggere un provvedimento palesemente sbagliato e con gravi danni per il territorio sotto il profilo della giustizia e dell’azione di contrasto alla criminalità”.

LILLIA D’OTTAVI - “Se sarò rieletta – ha spiegato nel suo intervento sul palco la candidata del Pdl alla Regione Lazio Lillia D’Ottavi – utilizzerò ogni strumento a mia disposizione per sostenere la battaglia degli avvocati di questa provincia. La giustizia è una materia di competenza statale ma, se riconfermata, il mio impegno davanti a questa platea è quello di presentare una mozione in Consiglio regionale affinché queste strutture giudiziarie non vengano cancellate. La mobilitazione più che legittima degli avvocati va sostenuta e condivisa perché c'è in gioco la difesa del territorio, che non può essere privato di due presidi giudiziari così importanti per l’amministrazione della giustizia. Il rischio inoltre – aggiunge la candidata – è quello della paralisi totale di un Tribunale, quello del capoluogo, che già ora viene considerato una sede di passaggio per i magistrati, che dopo poco tempo scelgono altre sedi. Se l'obiettivo del Governo è quello di tagliare gli sprechi, allora occorre iniziare da una razionalizzazione del lavoro nei palazzi di giustizia e dall'informatizzazione del sistema”.

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PASQUALE MAIETTA - “Pensare di chiudere le sedi distaccate di Terracina e Gaeta - dichiara il candidato alla Camera dei Deputati con Fratelli d’Italia, Pasquale Maietta –o pensare di accorpare la sede di Gaeta al tribunale di Cassino, sarebbe una scelta in netta contrapposizione con la realtà e le esigenze del sistema giudiziario locale dato che, come tutti ben sappiamo, il carico giudiziario che il tribunale di Latina e le sedi distaccate sopportano è davvero ingente e sarebbe impossibile, se non assurdo, supporre che tutto il lavoro possa essere concentrato solo nel capoluogo. Concordo con Giovanni Malinconico sul fatto che la chiusura delle sezioni distaccate del Tribunale di Latina possa rappresentare un problema di tutti i cittadini che chiedono giustizia, un danno per la collettività, ma anche per le forze dell'ordine, già duramente provate da numerosi tagli messi in campo dai precedenti Governi. Inoltre il mantenimento dei presidi giudiziari di Terracina e Gaeta costituisce un importante punto di riferimento per le realtà locali contro le possibili infiltrazioni, un deterrente, soprattutto nel Sud Pontino, territorio, come hanno dimostrato le numerose operazioni condotte con successo dalle forze dell’ordine, soggetto ad infiltrazioni mafiose e comunque soggetto alle attività illecite della criminalità organizzata.  Mi batterò – conclude Pasquale Maietta – affinché la nostra comunità abbia la certezza della presenza dello Stato su tutto il territorio, rispondere alle richieste di giustizia e di sicurezza per me, come per il mio partito Fratelli d’Italia, è un dovere nei confronti della comunità”.

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