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Cronaca

Agguato a colpi di arma da fuoco in casa del boss, svolta nelle indagini: chi ha sparato e perché

Antonello Francavilla ferito insieme al figlio 15enne nell’abitazione a Nettuno dove stava scontando i domiciliari. Fermato un imprenditore foggiano

Svolta nelle indagini della polizia sull’agguato al boss Antonello Francavilla ferito a colpi di arma da fuoco in casa a Nettuno insieme al figlio 15enne. Gli agenti della Squadra Mobile di Roma e di Foggia, con la collaborazione dei colleghi di Trieste, hanno dato esecuzione ad un provvedimento di fermo emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma nei confronti di un imprenditore di Foggia gravemente indiziato di essere l'esecutore materiale del tentato duplice omicidio pluriaggravato.

L’agguato al boss 

I fatti risalgono al 2 marzo di quest’anno quando due persone che si qualificano come poliziotti suonano alla porta di casa di Antonello Francavilla che nell’abitazione di via Greccio a Nettuno sta scontando gli arresti domiciliari e si trova insieme al figlio. Entrambi, sia Antonello Francavilla che il ragazzo, vengono raggiunti da diversi colpi di arma da fuoco. Nell’immediato vengono avviate le indagini da parte della Squadra Mobile di Roma, con la collaborazione dell’omologo ufficio investigativo di Foggia, sotto la coordinazione della Dda capitolina. Indagini che da subito permettono di inquadrare l’agguato all’interno degli ambienti criminali foggiani e di individuare proprio in Antonello Francavilla l’obiettivo principale dell’agguato, accertando l’accidentalità del coinvolgimento del figlio. 

Le indagini 

Uno scenario complesso per gli investigatori che dopo mesi di lavoro sono riusciti a risalire a quello che viene considerato come l’esecutore materiale del duplice tentato omicidio. Elementi utili alla sua individuazione sono arrivati anche dagli esiti di un'altra attività d’indagine della Procura di Bari, da cui è emersa la figura dell’imprenditore le cui dichiarazioni, correlate alla ricostruzione dei suoi spostamenti il 2 marzo, hanno evidenziato una connessione con l’esecuzione del tentato duplice omicidio. Ulteriori indizi probatori sarebbero poi emersi dagli sviluppi investigativi di un altro procedimento instaurato presso la Dda del capoluogo pugliese, relativo alla pianificazione dell’omicidio proprio dell’imprenditore edile ad opera di sette persone - tra i quali un esponente di primissimo piano della consorteria mafiosa ‘Sinesi-Francavilla' -.

Il movente 

Nel corso delle indagini di estrema rilevanza si sono rivelate anche alcuni apporti dichiarativi che hanno permesso anche di risalire al movente del duplice tentato omicidio, che sarebbe scaturito dalla mancata restituzione di un’elevata somma di danaro che Francavilla aveva prestato all'indagato. Di conseguenza, sono state individuate anche le motivazioni alla base del fallito agguato nei confronti dell’imprenditore, derivanti dal tentato duplice omicidio del 2 marzo. 

L’arresto

L’indagato, irreperibile sul territorio italiano al momento dell’emissione del provvedimento di fermo, il 2 agosto scorso, subito dopo aver varcato il confine italiano, è stato rintracciato a bordo di un veicolo mentre transitava sull’autostrada A4 Torino-Trieste, all’altezza dello svincolo di Duino. Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trieste, a seguito di convalida del fermo, richiesta dalla Procura del capoluogo friulano, competente per territorio, ha emesso quest'oggi l'ordinanza di custodia cautelare in carcere.  

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