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Domenica, 14 Agosto 2022
Cronaca Terracina

Concessioni a Terracina, le mire degli imprenditori arrivati da Ostia

Dall'ordinanza emerge che in corsa per l'assegnazione dell'Arena del Molo c'era il titolare di una società "coinvolto nell'inchiesta Mafia Capitale’

Nata dai tradizionali controlli denominati ‘Mare sicuro 2019’ da parte della Guardia costiera lungo il litorale pontino l’inchiesta ‘Free beach’ ha portato alla luce ‘l’esistenza all’interno del Comune di Terracina – scrive il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina Giorgia Castriota - di un indebito sistema di mercificazione della res publica, sorretto da alcuni membri della Giunta, del Consiglio comunale di maggioranza nonché da dirigenti e funzionari pubblici”.

A partire dall’estate 2019 e per un anno i controlli si sono concentrati sulle strutture balneari e i complessi turistici insistenti su aree demaniali marittime affidate dall’amministrazione a privati a titolo oneroso, attraverso procedure ad evidenza pubblica. Sono stati sottoposti a verifiche in particolare il centro sportivo Arena del Molo, lo stabilimento balneare Whitebeach, lo stabilimento balneare Rotonda Beach Club, la spiaggia attrezzata Ma.Ca.Lu.Ca. e la spiaggia attrezzata Sicilia Beach. Per dodici mesi gli investigatori hanno effettuato ispezioni amministrative, acquisizioni documentali, assunzioni di sommarie informazioni, intercettazioni telefoniche e mediante captatore informatico, arrivando a individuare una pluralità di reati connessi alla gestione dei servizi relativi alla balneazione (salvataggio collettivo); illegittime sanatorie edilizie per opere e manufatti insistenti sul pubblico demanio marittimo dello Stato (eclatanti i fatti che hanno riguardato il complesso del camping Romantico); lavori e opere pubbliche eseguiti e commissionati dall'Ente su aree demaniali marittime (realizzazione di un ponte ciclopedonale, lavori di riqualificazione del porto); illegittima acquisizione e gestione di fondi economici strutturali.

E nel corso degli accertamenti “sin dalle prime fasi dell'inchiesta – si legge ancora nell’ordinanza del gip -  gli inquirenti avevano modo di appurare una serie di irregolarità connesse con la gestione delle attività balneari, constatando come numerosi imprenditori privati, alcuni dei quali già noti per via delle vicende giudiziarie legate all'inchiesta denominata ‘Mafia Capitale’, avessero trasferito i propri illeciti interessi dal litorale di Ostia a quello di Terracina, potendo ivi contare sulla compiacenza e la connivenza degli amministratori pubblici locali”.

Nella stessa ordinanza viene ricostruito l’iter per l’affidamento in concessione dell’area demaniale Arena del Molo nei pressi del porto di Terracina della quale la società romana The Spot srl aveva richiesto l’affidamento in gestione di propria iniziativa. Il Comune aveva allora reso pubblica l'istanza invitando tutti coloro che ne avessero i requisiti a partecipare e così era arrivata la proposta di un’altra società. Nonostante quest’ultima fosse stata giudicata dalla commissione "palesemente migliore" rispetto a quella avanzata dalla società concorrente sia sotto il profilo economico (avendo presentato un'offerta pari 167.500 euro invece dei 73mila offerti dalla The Spot), sia quanto all'aspetto qualitativo e quantitativo dei servizi offerti in favore della collettività (12 eventi l'anno in luogo dei 10 eventi offerti da The Spot). Un tira e molla che si è trascinato tra richieste di integrazione della documentazione dalle quali l’altra società continuava ad essere quella con maggiori requisiti fino a quando entrambe non sono state escluse “essendosi ingenerato un disaccordo tra i membri in merito alla valutazione delle offerte”. Secondo gli investigatori alcune condotte erano preordinate a favorire la The Spot che, secondo gli accertamenti effettuati, era stata costituita il 20 febbraio 2018 e risultava di fatto riconducibile a William Zanchelli, indagato dalla Procura dì Roma nell'ambito del procedimento penale per la gestione dello Skate Park di Ostia in concorso con il politico Dario Bensi, già candidato alle elezioni amministrative del 2013 per la Presidenza del Municipio X di Ostia. Dopo aver cessato le proprie attività ad Ostia – si legge ancora nell’ordinanza del gip di Latina - la The Spot aveva costituito una nuova società migrata nel sud pontino. La polizia giudiziaria ha constatato che - come attestato dal verbale della commissione di dicembre 2018 – all’apertura delle buste presentate per l'affidamento in gestione dell'Arena del Molo, in rappresentanza della The Spot c’era Zanchelli in luogo dell'amministratore della società, tra l'altro senza alcuna delega formale”.

Secondo il gip Castriota l’intenzione era favorire la società in quanto “la The Spot risultava vicina al partito Fratelli d'Italia avendone supportato la campagna elettorale a Ostia, medesimo partito nelle cui liste sì era presentato alle Elezioni europee 2019 l'allora sindaco di Terracina Nicola Procaccini”.

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