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Venerdì, 12 Agosto 2022
Cronaca Terracina

Arresti a Terracina, Marcuzzi e La Rocca: "Mai contrattato favori in cambio di voti"

L'interrogatorio dell'ex vice sindaco e dell'imprenditore titolare dello stabilimento 'Sicilia Beach', finiti entrambi ai domiciliari

Sono proseguiti questa mattina in Tribunale gli interrogatori delle persone colpite da misura cautelare nell’ambito dell’inchiesta ‘Free Beachche ha travolto l’amministrazione comunale di Terracina.

Il giudice per le indagini preliminari Giorgia Castriota ha ascoltato oggi Pierpaolo Marcuzzi, ex vicesindaco di Roberta Tintari e già coinvolto a gennaio scorso in una precedente indagine della Procura della Repubblica. Marcuzzi secondo gli investigatori si sarebbe fatto promettere voti dall’imprenditore Giampiero La Rocca in cambio di alcune informazioni sull’iter di affidamento di un tratto di arenile da parte dell’amministrazione comunale. L’ex vice sindaco, assistito dall’avvocato Giulio Mastrobattista, ha risposto alle domande del giudice sottolineando come i comportamenti che gli vengono attribuiti e che lo hanno portato agli arresti domiciliari siano gli stessi che gli sono stati contestati nella precedente indagine ed ha negato lo scambio elettorale. La difesa ha presentato una richiesta di annullamento della misura cautelare.

Anche l’imprenditore La Rocca, al quale è riconducibile la proprietà dello stabilimento ‘Sicilia Beach’, assistito dall’avvocato Massimiliano Fornari, ha raccontato al gip di non avere corrotto nessuno e di avere telefonato ad alcuni amministratori soltanto per conoscere l’esito dell’avviso pubblico per i tratti di arenile.

Si è invece avvalso della facoltà di non rispondere il funzionario comunale Alberto Leone, assistito dall’avvocato Adelino Maragoni che ha depositato una memoria difensiva e preannunciato il ricorso al Tribunale del Riesame.

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