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Braccianti sfruttati e minacciati con il fucile a Terracina, Flai Cgil: “Fatto agghiacciante”

Il commento del sindacato dopo l’arresto dell’imprenditore agricolo da parte della polizia

“Quel fucile puntato contro quegli operai agricoli dobbiamo sentirlo puntato contro la nostra tempia”: è forte il commento della Flai Cgil Frosinone-Latina dopo l’arresto dell’imprenditore agricolo di Terracina da parte della polizia. Le indagini del locale Commissariato hanno fatto luce sulle condizioni lavorative degradanti a cui erano sottoposti i braccianti agricoli che ricevevano retribuzioni difformi dalla normativa vigente. Senza contare le minacce; i braccianti, scrive la Questura in una nota, erano “ripetutamente minacciati dal datore di lavoro che utilizzava armi da fuoco esplodendo colpi all’indirizzo degli stessi per spronarli ad accelerare la raccolta e la lavorazione dei prodotti”. 

“Un fatto agghiacciante” lo definiscono dal sindacato. “L'utilizzo di ‘caporali’, le minacce a mano armata, le condizioni dei lavoratori  nei luoghi che li accoglievano ci fanno inorridire - dichiara Stefano Morea della Flai Cgil -, nonostante da decenni la Cgil pontina quasi in totale solitudine denunci le gravi condizioni di sfruttamento degli operai agricoli”.

“Il lavoro di denuncia fatto in questi anni ha portato sul territorio l'attenzione necessaria ed ha prodotto uno serie di strumenti, non ultima la Legge regionale dello scorso agosto. Il rammarico - conclude Morea- è che, nonostante i fatti raccapriccianti di cronaca, la Sezione territoriale per il Lavoro Agricolo di Qualità prevista dalla L. 199 del 2016 non viene convocata da tempo dalla direzione provinciale dell'Inpsdi Latina nonostante le continue richieste delle organizzazioni sindacali”,

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